L’IA può essere sfruttata anche per combattere le infiltrazioni della criminalità

Una start-up nata all’Università di Padova ha sviluppato un algoritmo capace di individuare in anticipo e con alta precisione i rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nelle imprese e nelle amministrazioni pubbliche.

La presentazione L’innovazione è stata presentata nelle scorse ore dal professor Antonio Parbonetti, pro-rettore dell’ateneo padovano, durante la riunione della Commissione d’inchiesta regionale sulle infiltrazioni mafiose, presieduta da Fabrizio Ricci (Avs). Parbonetti, già consulente della Commissione parlamentare antimafia e autore di numerose ricerche internazionali sul tema, ha illustrato il funzionamento della sua start-up «Rozes intelligence», che impiega strumenti di intelligenza artificiale per la prevenzione dei fenomeni criminali.

L’audizione Nel corso dell’audizione, Parbonetti ha spiegato che «questo strumento innovativo, il primo al mondo nel suo genere, è in grado, attraverso un algoritmo adeguatamente allenato, di riconoscere in anticipo e con alta precisione le attività economiche e le amministrazioni pubbliche potenzialmente infiltrate o a rischio di infiltrazione da parte della criminalità organizzata». L’algoritmo è già usato da guardia di finanza, Cassa depositi e prestiti e ministero dei Trasporti per il monitoraggio degli appalti legati al Pnrr.

Possibile uso in Umbria Il presidente della Commissione, Fabrizio Ricci, ha definito l’incontro «un’occasione per esplorare nuove frontiere nella lotta alle infiltrazioni criminali», aggiungendo che la Commissione valuterà «la possibilità di applicare l’algoritmo sul nostro territorio per rafforzare prevenzione, trasparenza e legalità nella nostra regione».

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