di Maria Alessia Manti
Una Perugia con più punti di forza che di debolezza, nella ricerca Cittalia-Anci e commissionata dall’amministrazione comunale, presentata mercoledì 4 alla sala di Notari. L’indagine si pone come obiettivo cercare di capire come sarà e come potrebbe essere Perugia nel 2019, da candidata con «i luoghi di Francesco e dell’Umbria» a Capitale europea della cultura. Un lavoro che consegni una fotografia della città reale e di quella immaginata. La ricerca prende come riferimento Perugia e le città di Padova, Ravenna, Parma, Siena, Sassari, Foggia, Pavia, Pescara, Ferrara.
Il dossier Il dossier di Cittalia, – scaricabile dal sito del comune – illustrato dal suo responsabile Paolo Testa nel secondo giorno di approfondimento sul tema, rivela che Perugia – messa a confronto con le altre nove città, «nonostante abbia perso attrattività, parte da basi solide ed è pronta per diventare una capitale europea». Il posizionamento strategico della città nel contesto nazionale, soprattutto alla luce del percorso di candidatura per il 2019 è buono. Lo studio ha utilizzato banche dati e informazioni statistiche pubbliche, ma è anche il frutto di approfondimenti tematici resi possibili grazie ad una mole significativa di dati che il comune ha messo a disposizione di Cittalia ed al confronto diretto e continuo tra i ricercatori ed i vertici dell’amministrazione stessa, sia a livello politico che dirigenziale. L’indagine affronta praticamente tutti i grandi capitoli della vita di una città italiana di oggi: le dinamiche demografiche, la vita culturale, l’istruzione, l’economia e la ricchezza, l’ambiente urbano, il patrimonio immobiliare pubblico e privato, la mobilità, la salute, i servizi, la relazione con il territorio circostante.
I dati: dalla sicurezza all’ambiente Secondo i dati in merito a Perugia non c’è una situazione straordinaria o di emergenza superiore a quella delle altre città simili prese in esame. Dallo studio emerge che: per la sicurezza, il numero di reati denunciati nella provincia di Perugia risulta essere in media, mentre eventi delittuosi particolarmente efferati hanno focalizzato l”attenzione mediatica sulla città; c’è un elevato livello di scolarizzazione della popolazione residente ed un’elevata capacità di attrarre flussi migratori,mentre le iscrizioni anagrafiche tendono a diminuire negli anni più recenti; c’è un’offerta formativa ampia con un forte richiamo per la popolazione studentesca straniera, in contrapposizione ad un calo del numero degli iscritti nelle università; relativamente all’ambiente, la percentuale di raccolta differenziata pone la città ai vertici delle classifica della ricerca, con un parco autoveicoli comunali che risulta essere rispettoso dell’ambiente ed un numero di passeggeri trasportati sui mezzi pubblici elevato, mentre la qualità dell’aria, anche se in miglioramento, è bassa visto anche un tasso di motorizzazione elevato;
Dall’industria alla mobilità L’industria manifatturiera è ancora una componente rilevante della base economica cittadina e nonostante la crisi c’è anche un rafforzamento della capacità esportativa del sistema economico di Perugia, cresce invece la disoccupazione; in merito al patrimonio immobiliare, c’è un elevato valore degli immobili residenziali e il valore degli edifici pubblici è molto elevato e sono in flessione le compravendite immobiliari nel settore residenziale; bene la cultura nel cui campo si registrano un numero rilevante di eventi promossi e patrocinati dalla città. Risultano inoltre molto diffusi sul territorio l’associazionismo e un sistema capillare di luoghi culturali. Infine, per quanto riguarda il turismo, la ricerca evidenzia che la capacità ricettiva della città è in aumento, con il rafforzamento negli anni della presenza di stranieri, anche se la permanenza media dei turisti in città tende a diminuire.
Boccali: «Prendiamo atto di cosa è veramente la città» A proposito della sicurezza urbana il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, ha sottolineato che «era necessario far chiarezza per distinguere così l’insicurezza reale da quella percepita». «Sgomberiamo il campo – ha detto – da immagini stereotipate, in positivo e, più spesso, in negativo, e prendiamo atto di cosa e di come è veramente la città in cui viviamo. Solo così si potrà lavorare seriamente alla Perugia che vogliamo».
Un contributo per Perugia 2019 La ricerca effettuata da Cittalia è un contributo alla candidatura di Perugia 2019 che, come ha evidenziato il presidente della Fondazione Perugiassisi 2019, Bruno Bracalente , «ha come obiettivo principale far diventare Perugia una città capoluogo più utile all’intera Umbria ed ha anche tutte le carte in regola per trasformarsi nel polo urbano più importante dell”Italia centrale». Per Bracalente bisogna lavorare «per risolvere la sua momentanea, debole capacità attrattiva», perchè «deve diventare – ha aggiunto – una moderna città europea universitaria e della cultura». E’ questa del resto, l’idea che sta dietro alla candidatura che punta al recuperando anche della sua qualità urbana. «Ha tutte le risorse e la massa critica necessaria per essere competitiva».
Marini: «Perugia unica città media europea Anche per la presidente della regione Umbria, Catiuscia Marini, che ha sottolineato le tante opportunità da cogliere «per rilanciare lo sviluppo economico, sociale e culturale della città», il «punto forte della candidatura è pensare a Perugia come ad una media città europea, visto che è il capoluogo regionale con la più alta caratteristica di modernizzazione urbana».
