Un incidente lungo una strada umbra

di Dan. Bo.

Aumenta il numero di persone decedute sulle strade umbre a causa di incidenti stradali. Secondo il report pubblicato nei giorni scorsi dall’Istat infatti nel corso del 2015 i morti sono stati 64 contro i 47 dell’anno precedente, ovvero il numero più basso di decessi dal 1980, anno dal quale sulle strade della regione hanno perso la vita 4.134 persone. Il dossier dell’Istituto, che sottolinea comunque come i dati del 2015 siano ancora provvisori, mette in evidenza che nella regione, tra il 2010 e il 2015, la percentuale di persone morte a causa di sinistri è scesa del 19 per cento (79 i decessi nel 2015) contro un calo che a livello nazionale è stato del 17 per cento. Tornando al 2015, dal report emerge che almeno per l’ultimo anno il tasso di mortalità è stato del 7,2 per mille contro il 5,6 nazionale; un dato tra i più alti in Italia: davanti all’Umbria infatti ci sono solo la provincia di Treno (7,8), l’Emilia Romagna (7,3) e la Basilicata (7,5). Al momento non sono invece disponibili numeri riguardanti il numero complessivo di incidenti e i feriti: per quanto riguarda i primi, furono 2.258 nel 2014 mentre i secondi 3.296.

I numeri A livello nazionale sulla base dei dati provvisori, nel 2015 si sono verificati in Italia 173.892 incidenti con lesioni a persone, che hanno provocato 3.419 vittime e 246.050 feriti. Per la prima volta dal 2001 cresce il numero di vittime (+38, pari a +1,1 per cento), mentre gli incidenti registrano invece una flessione dell’1,8 per cento e i feriti del 2,0 per cento. Anche i feriti gravi risultano in aumento nel 2015: sulla base dei dati di dimissione ospedaliera, sono stati quasi 16 mila contro i 15 mila del 2014 (+6 per cento). Sull’aumento del numero di vittime in Italia pesa l’incremento registrato su autostrade (categoria nella quale sono comprese tangenziali e raccordi autostradali) e strade extraurbane (305 e 1.619 morti; +6,3 per cento e +1,9 per cento sull’anno precedente). Una lieve flessione si registra, di contro, sulle strade urbane (1.495 morti; -0,7 per cento), dopo la crescita del 5,4 per cento otra il 2013 e il 2014. Fanno eccezione i grandi Comuni, per i quali, nel complesso, il numero di morti nell’abitato aumenta dell’8,6 per cento.

Comportamenti errati L’aumento dei morti in incidenti stradali registrato nel 2015 ha riguardato in particolar modo i motociclisti (769, +9,2 per cento) e i pedoni (601, +4 per cento). Risultano in calo gli automobilisti deceduti (1.466, -1,7 per cento) così come i ciclomotoristi (106, -5,4 per cento) e i ciclisti (249, -8,8 per cento). Tra i comportamenti errati più frequenti, l’Istat segnala la guida distratta, il mancato rispetto delle regole di sicurezza e precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 44,0 per cento dei casi). Le violazioni al Codice della strada più sanzionate risultano, infatti, l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l’uso di telefono cellulare alla guida.

Twitter @DanieleBovi

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