di Daniele Bovi
La Flaminia e la Tre Valli umbre. Sono queste le due strade a più alta frequenza di incidenti dell’Umbria. Il dato emerge dal rapporto annuale realizzato da Aci e Istat relativo al 2012 e presentato venerdì mattina a Perugia. In un quadro caratterizzato, come emerso giorni fa dopo la pubblicazione del rapporto nazionale, da un trend che per l’Umbria parla di un numero di morti e feriti in costante calo da anni, le città dove si sono registrati più decessi sono Perugia, Città di Castello e Spoleto. Cinquanta in totale i morti contro i 61 del 2011, 2.358 incidenti (nel 2011 erano 2.856) e 3.400 feriti, oltre 600 in meno rispetto all’anno precedente. Le strade urbane si confermano quelle con la più alta frequenza di sinistri (56%): «Un dato allarmante – ha detto il presidente dell’Aci Umbria Ruggero Campi, che ha illustrato il rapporto insieme al capo della polizia stradale umbra Daniele Giocondi, all’assessore regionale alla Sicurezza stradale Stefano Vinti e a quello provinciale ai Trasporti Luciano Della Vecchia – perché sono quelle percorse dai cosiddetti utenti più deboli».
Strade urbane Quelle fuori dai centri abitati invece, dove la velocità è ancora più alta, sono quelle dove c’è stato il maggior numero di morti (34 contro i 16 di quelle urbane). Al contrario di quello che potrebbe suggerire qualche luogo comune poi, in provincia di Perugia il giorno dove si registrano più incidenti (e feriti) è il giovedì, mentre il sabato ce ne sono addirittura meno rispetto ad altri giorni. Guardando alle fasce orarie invece, quelle a più alta densità di incidenti sono quelle tra le 10 e le 13 e tra le 14 e le 17. La maggior parte dei decessi invece (in special modo ultra 65enni, 14, 10 tra i 18 e i 29 anni e altrettanti tra i 30 e i 54) è avvenuta tra le 7 e le 9 del mattino. Le due grandi cause che provocano lutti sono la velocità eccessiva, nel 36% dei casi, e per il 26% le distrazioni. Al volante infatti, come spiega il comandante della stradale, alcuni fanno un po’ di tutto.
Distratti «La distrazione – osserva Giocondi – è tra le cause più importanti: abbiamo trovato gente anche con due telefoni, che legge giornali o libri o che mangia. Solo sabato scorso abbiamo trovato a Perugia 11 persone che avevano bevuto troppo, e due di queste avevano anche assunto droghe. Bisogna far passare il messaggio che la guida è una condotta esclusiva». Leggendo i numeri, il comandante spiega inoltre che l’alto numero di incidenti potrebbe essere causato anche dagli happy hour, ovvero dagli aperitivi magari venduti a prezzi speciali per attirare clienti. «A chi usa il telefono in auto – ha aggiunto Campi – andrebbe fatta una guerra». Uno dei fattori che hanno influito sul minor numero di incidenti è ovviamente il calo del traffico, che Giocondi definisce «palpabile», da imputare anche alla crisi economica. Sulla dinamica di lungo periodo si concentra invece Vinti: «Le eccellenti performance degli ultimi anni – ha detto – consentono all’Umbria di collocarsi al quarto posto come riduzione complessiva del numero di morti nel periodo 2001-2012 (-57%, contro un valore medio nazionale di -49%); al primo posto per riduzione del numero di feriti (-44% contro un dato medio nazionale di -29%) ed al secondo posto per riduzione del costo sociale (-47% contro un valore medio nazionale di -34%)».
Fare di più «Le prestazioni di assoluta eccellenza in termini di evoluzione però – aggiunge – non collocano ancora l’Umbria ai vertici della sicurezza stradale regionale italiana, sottolinea l’assessore. Il ritardo da recuperare è infatti molto ampio cosicché ad oggi l’Umbria si colloca al settimo posto per tasso di mortalità (5,7 morti per 100 mila abitanti contro 6,2 di media nazionale); al nono posto per tassi di ferimento (385 feriti per 100 mila abitanti contro una media nazionale di 446) ed all’ottavo posto per costo sociale pro-capite (362 euro contro una media nazionale di 414)». «In questi anni – ha concluso Campi – per la sicurezza stradale abbiamo fatto tanto, ma faremo di più continuando a promuovere la formazione anche grazie al supporto di una struttura come l’Autodromo dell’Umbria in cui organizziamo corsi specifici e proseguendo la nostra attività in sinergia con le istituzioni e le forze di polizia”. “Si conferma un trand positivo – ha commentato Della Vecchia –, complici anche le azioni a favore della sicurezza stradale portate avanti sul territotio. Credo che sia necessario leggere bene i dati e mettere in campo interventi mirati».
Twitter @DanieleBovi
