di Ma. Gi. Pen.

Dall‘incendio alla Ferrocart di Maratta è divampato anche il dibattito intorno al tema dei roghi, della salute dei cittadini e dell’inquinamento ambientale. «È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso», spiega Francesca Arca, referente di Europa verde per Terni. Dalle fiamme all’esposto alla Procura della Repubblica di Terni e Perugia: «Riteniamo che si debba verificare se l’Arpa, la Regione e il Comune di Terni abbiano svolto il loro ruolo  – così Gianfranco Mascia, portavoce umbro del gruppo – e applicato le norme del ‘Decreto Sicurezza’, in particolar modo l’art. 26-bis che impone, in capo ai gestori di impianti di stoccaggio e di lavorazione dei rifiuti, esistenti o di nuova costruzione, l’obbligo di predisporre un piano di emergenza interna». Alta l’attenzione sui roghi in tutta Italia, secondo il monitoraggio di Europa verde infatti «dal 2017 ci sono stati 939 incendi, dei quali 353 in impianti di rifiuti, 91 in discariche, 125 in Tmb e similari, 273 in aree abusive e 108 in altre categorie. Complessivamente la media è un incendio ogni meno di due giorni, 1,81, per l’esattezza».

GUARDA IL VIDEO

Esposto alla Procura Campanello d’allarme in Umbria: «Ci sono stati cinque incendi in due anni – ricorda Gianfranco Mascia -, oggi siamo qui per spiegare che è giusto che rispetto all’incendio del 20 febbraio la magistratura segua il suo corso e segua le indagini per vedere se ci sono ipotesi di reato. Il ruolo del sindaco è quello di salvaguardare la salute dei cittadini e consigliare ai ternani di rimanere a casa una giornata e poi dire ‘tranquilli uscite’ senza i dati dell’Arpa non è giusto, la tutela della salute è fondamentale». Attesi nella giornata di mercoledì i dati Arpa riguardanti la diossina, Ipa e metalli: «La mappatura degli incendi e dell’inquinamento abusivo non c’è, non esiste. Possibile che debba essere una singola persona o un partito ad occuparsene? È giusto che lo faccia l’istituzione». Europa verde chiede attenzione al monitoraggio e un database comune delle procure e prefetture: «Molti di questi incendi – continua il portavoce umbro del gruppo – si ripetono con modalità identiche, ogni indagine non deve essere a sé stante. Servirebbe una videosorveglianza con telecamere dove ci sono i siti per i rifiuti. Chiediamo inoltre che Procuratore nazionale antimafia avvii indagini con sopralluoghi dove avvengono i roghi».

DOSSIER RIFIUTI_EUROPA VERDE

Le soluzioni di Europa verde «Confidiamo che l’Arpa sappia controllare e monitorare i livelli di inquinamento che già preoccupa noi ternani – spiega Francesca Arca -. L’incidente del 20 febbraio non ha fatto altro che aumentare i livelli di preoccupazione. Per ora solo palliativi che non risolvono le situazione, serve capire quali e quanti danni sono stati fatti e come si può rimediare». Europa verde mette sul piatto possibili soluzioni al problema: «Si dovrebbero ridurre i rifiuti in tutti i modi possibili – dice Eva Hausegger, co portavoce regionale del gruppo -, per questo servirebbe che le aziende si rinnovino e inizino a separare i residui e utilizzarli come risorsa».

Monito di Thomas De Luca Alla conferenza stampa di mercoledì mattina ha partecipato anche Thomas De Luca (Movimento 5 stelle): «Terni è la capitale dell’autocombustione – ha detto il consigliere regionale -. Credo che ci sia bisogno di un approccio diverso nella prevenzione del rischio, l’assessore Salvati ha detto che questi impianti non dovevano essere presenti nelle aree urbane, allora perché a giugno del 2019 hanno concesso ulteriori aree pubbliche per questo tipo di attività alla Ferrocart e perché stanno chiedendo decine di milioni di euro dal Pnrr per installare quattro nuovi impianti?».

Federconsumatori «Purtroppo ci risiamo – è il commento della Federconsumatori provinciale di Terni -, ennesimo incendio all’interno degli impianti di raccolta e riciclaggio dei rifiuti. Un ulteriore e grave evento che mette in discussione la gestione dei rifiuti da parte delle società preposte da Acea ad Asm, visto che l’impatto di tali avvenimenti mette in grave pericolo la salute dei cittadini soprattutto in aree densamente popolate, come Borgo Rivo. Sorgono spontanee alcune domande – scrive l’associazione dei consumatori – a partire dalla sicurezza degli impianti di stoccaggio, poiché non possiamo pensare che tutto avvenga con i fenomeni di autocombustione. Ora – prosegue Federconsumatori – è evidente che, aldilà delle necessarie verifiche da parte dell’Arpa sull’inquinamento atmosferico, sia opportuno approfondire il perché di questi ricorrenti incendi di impianti di raccolta rifiuti. Federconsumatori teme che dietro questi eventi ci sia ‘la lunga mano delle eco-mafie’ con la loro ‘guerra dei rifiuti’ e ritiene che, oggi più che mai, magistratura e forze dell’ordine debbano indagare con maggiore forza. Peraltro – conclude l’associazione – crediamo che le istituzioni a tutti i livelli debbano impegnarsi a risolvere questa situazione, non solo attraverso la chiusura delle scuole e la richiesta ai cittadini di chiudere le finestre, ma con scelte che vadano nella direzione di risolvere le problematiche, piuttosto che chiudere la stalla dopo che sono usciti i buoi. Su questo crediamo che anche la cittadinanza debba mobilitarsi per spingere la istituzioni ad affrontare e risolvere seriamente il problema».

Lega E dall’Aula di Palazzo Madama ecco che nello scontro politico che si va consumando, entra a gamba tesa il senatore leghista Briziarelli: «Mi unisco al plauso nei confronti di tutti coloro che, a vario titolo, hanno lavorato incessantemente in questi giorni per far fronte allo spegnimento delle fiamme alla Ferrocart e alla messa in sicurezza dell’area. In questo contesto, nella mia veste di viceresidente della Commissione Bicamerale Ecoreati, non posso però non stigmatizzare quanto affermato dalla sinistra e dal Movimento 5 Stelle che cercano di strumentalizzare quanto accaduto andando addirittura, in alcuni casi, a scomodare la relazione conclusiva dell’inchiesta che la Commissione Bicamerale Ecoreati ha svolto in Umbria. Citare, come è stato fatto per esempio dal segretario del Pd di Terni Pierluigi Spinelli, la Relazione sugli ecoreati in Umbria è improprio e strumentale, a meno che l’abbia fatto senza nemmeno averla letta. Contrariamente a quanto asserito, è palesemente falso che tale inchiesta sia stata avviata a seguito del primo incendio presso la Biondi Srl: la decisione dell’ufficio di Presidenza di inserire, su mia proposta, l’Umbria tra le quattro regioni da prendere in esame e di cominciare proprio dalla nostra, risale infatti al 2 febbraio del 2019, mentre l’incendio si determinò solo il 10 marzo 2019.  Avanzai la richiesta sulla scorta di mesi di lavoro e segnalazioni relativi alle responsabilità politiche e in alcuni casi anche amministrative e penali relative alla gestione del ciclo dei rifiuti. In un caso o nell’altro – continua l’esponente del Carroccio – consiglio piuttosto, non solo a Spinelli, ma a tutte le opposizioni, la lettura della Relazione sull’evoluzione del Fenomeno degli incendi negli impianti di gestione dei rifiuti approvata dalla Commissione il 4 agosto scorso, che, su mia richiesta, si occupa espressamente anche dell’Umbria prendendo in esame, in particolare, gli incendi del 10 marzo 2019,  del 28 giugno 2020 presso la Biondi Recuperi Ecologia srl, l’incendio del 2009 presso la Ecorecuperi in località Vascigliano di Stroncone, l’incendio presso la Mit Maestrale Industrie di Terni del 2013 ed i due incendi del 2015 e 2018 presso il deposito pneumatici di Terni Energia in località San Liberato di Narni, dalla quale emerge, pur in un contesto di diffusione su scala nazionale del fenomeno di come esso sia fortemente legato, da un lato, alla carenza di impianti di trattamento adeguati, sia sul piano quantitativo che qualitativo, e dall’altro dall’assenza di un piano di controllo e monitoraggio adeguati. A ciò si aggiunge la necessità di delocalizzazione degli impianti nati al di fuori dei centri abitati e successivamente inglobati in essi. Dalla relazione ‘trova conferma il limitato coinvolgimento  del territorio umbro nel fenomeno degli incendi presso impianti di trattamento rifiuti. (…)’. Appare quindi assolutamente giusto mantenere alta l’attenzione a tutti i livelli istituzionali, ma – come già sottolineato dai colleghi Alessandrini e Lucidi – cercare di addebitare all’amministrazione responsabilità rispetto a quanto avvenuto è inaccettabile. Tenuto conto dell’attenzione costante che la Commissione ha dedicato al tema, già dalla precedente legislatura, con aggiornamenti periodici della situazione su scala nazionale, ho già provveduto a confrontarmi con Il Presidente Stefano Vignaroli affinché nel prossimo aggiornamento si tenga conto e si esamini quanto accaduto alla Ferrocart».

 

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.