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venerdì 24 settembre - Aggiornato alle 03:00

In Umbria superata la soglia del 50% di vaccinati. Per gli over 40 copertura al 32%

In 434.035 hanno ricevuto almeno una dose. Tra i 50enni la percentuale è arrivata al 65%. Il Cts: «J&J raccomandato per gli over 60»

Un centro vaccinale (©Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

A circa cinque mesi e mezzo dal via ufficiale della campagna vaccinale, l’Umbria ha tagliato nelle scorse ore un traguardo importante: il 50% dei residenti è stato vaccinato con almeno una dose. Secondo i dati elaborati da Umbria24 nel grafico con cui, da gennaio, viene dato conto dell’andamento della campagna, venerdì hanno ricevuto almeno una dose 434.035 umbri, a 173 mila dei quali è stata iniettata anche la seconda.

GRAFICI: VACCINAZIONI IN UMBRIA GIORNO PER GIORNO

I dati Nella giornata di venerdì sono state somministrate 6.099 dosi e, sulla base di quanto comunicato giovedì durante la conferenza stampa settimanale di aggiornamento sull’emergenza sanitaria e l’andamento della campagna vaccinale, sembrano essere partite le vaccinazioni dei 40enni, con circa 2.300 inoculazioni. Per quanto riguarda le fasce di età, dai 70 anni in su la campagna è sostanzialmente conclusa; fra i 60enni la percentuale – grazie all’accelerazione impressa tra la fine di maggio e l’inizio di giugno – è salita all’82%.

Le età Dall’inizio di giugno invece, come si nota nel grafico, l’attenzione si è concentrata sui 50enni, con una copertura che è arrivata al 65%. Lunga ancora, invece, la strada per i 124 mila 40enni, fra i quali la copertura è arrivata al 32% (in molti ancora lamentano, dopo le preadesioni aperte il 24 maggio, di non aver ricevuto l’sms), e per i 95 mila 30enni (27%). Nel complesso dal 27 dicembre a oggi l’Umbria ha somministrato oltre 607 mila dosi, in particolare 407 mila di Pfizer, 127 mila di AstraZeneca, 58 mila di Moderna e 15 mila di Johnson&Johnson. Secondo le stime della Regione, l’Umbria potrebbe essere una delle prime a raggiungere la soglia del 70% di vaccinati.

LO STOP AD ASTRAZENECA

ASTRAZENECA, PER 5 MILA SECONDA DOSE CON PFIZER O MODERNA

AstraZeneca Sabato intanto la Regione dopo la circolare del Ministero della Salute che, di fatto, ha stoppato AstraZeneca per gli under 60 anche per la seconda dose, spiega che i cittadini sotto i 60 anni che hanno già ricevuto la prima dose del vaccino inglese (circa 5 mila persone), completeranno il ciclo con Pfizer o Moderna entro 8-12 settimane. «A partire da oggi – spiega il commissario Massimo D’Angelo – gli uffici regionali stanno riprogrammando gli appuntamenti in modo da recuperare entro venerdì prossimo quelli rimandati ieri, mentre gli appuntamenti della prossima settimana saranno mantenuti. Coloro che erano programmati in data odierna verranno regolarmente vaccinati con vaccino m-RNA (Pfizer e Moderna), se invece i cittadini under 60 che avrebbero dovuto ricevere la seconda dose oggi con AstraZeneca non si dovessero presentare, riceveranno un sms con un nuovo appuntamento nei prossimi giorni».

J&J Nel verbale del Cts allegato alla circolare del Ministero, inoltre, J&J viene raccomandato per gli over 60: «Qualora – è scritto nel documento – si determinino specifiche situazioni in cui siano evidenti le condizioni di vantaggio della singola somministrazione e in assenza di altre opzioni, il vaccino Janssen andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del Comitato etico territorialmente competente». Il Cts poi sottolinea che pur tenendo conto delle analogie fra AstraZeneca e J&J, «lo stato attuale delle conoscenze (che fanno propendere per un rischio associato all’adenovirus), il numero di poco superiore al milione di dosi somministrate nel Paese e la rarità delle segnalazioni di eventi trombotici rari a oggi disponibili, non permettono di trarre valutazioni conclusive rispetto al rapporto beneficio/rischio relativo al vaccino Janssen».

Eventi rari Per il Cts J&J è caratterizzato «dal vantaggio della singola somministrazione, peculiarità che può risultare di particolare beneficio in determinate categorie di popolazione». Quanto agli eventi di trombosi rare, i dati disponibili presso i Centri per il controllo delle malattie statunitensi al momento della ripresa della campagna negli Usa riportavano 7 eventi per milione nelle donne di età compresa tra 18 e 49 anni e un tasso di 0,9 per milione di vaccinazioni tra le donne di età pari o superiore a 50 anni. Per le donne dai 50 anni in su e per gli uomini di tutte le età, l’evento avverso, afferma il Cts, «è ancora più raro». Il Cts sottolinea infine che «l’eventuale evidenza, nel contesto nazionale e internazionale, di fenomeni tromboembolici dopo il vaccino Janssen dovrà essere oggetto di attento e costante monitoraggio attraverso le procedure di farmacosorveglianza e vaccino-vigilanza, in maniera tale da offrire, nel breve futuro, la possibilità di formulare più compiuto parere su questo vaccino all’acquisirsi di ulteriori evidenze rispetto all’eventuale incidenza di fenomeni Vitt (Vaccine-induced thrombotic thrombocytopeniae, ndr) all’evolversi della situazione epidemiologica».

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