Alunni fuori dal «Capitini» di Perugia ©Fabrizio Troccoli

di Daniele Bovi e Maria Giulia Pensosi

Tra assenze di alunni e personale e diverse incertezze decine di migliaia di bambini, ragazzi e docenti lunedì hanno fatto il loro rientro in classe in Umbria. Tutti tranne quelli di Spoleto, Narni, Arrone, Campello sul Clitunno, Calvi e Fabro, dove i sindaci hanno spostato di qualche giorno la prima campanella (caso diverso a Gubbio, dove lo stop di lunedì è stato giustificato con il maltempo). Una prima giornata in attesa di capire cosa accadrà nelle prossime settimane e quale impatto avrà la riapertura, giudicata da molti presidi troppo rischiosa.

Attesa Per Rita Coccia, ex dirigente del «Volta» di Perugia e ora presidente dell’Associazione nazionale presidi dell’Umbria, quella di lunedì è stata una giornata «di attesa», con i problemi relativi ai contagi che «probabilmente ci saranno a partire da martedì». Per Coccia bisognerebbe valutare caso per caso e territorio per territorio, cominciando a pensare al futuro; in particolare, l’invito è quello di ripensare i trasporti, creare impianti di areazione e dare vita a organici in grado di sopperire alle assenze di docenti e personale Ata, oltre a dotare tutti gli istituti dei mezzi informatici necessari a far sì che la Didattica a distanza diventi una normale integrazione, e non un ripiego. Insomma, un modello da ripensare.

Capitini «È andata più o meno come mi aspettavo» dice invece Silvio Improta, dirigente dell’Itet «Capitini» di Perugia dove le assenze tra gli alunni si sono attestate intorno al 23 per cento, circa il doppio della media, per i problemi legati a contagi, quarantene e normale influenza. «Temevo peggio – confessa – mentre per quanto riguarda il personale in sette su 150 non sono disponibili; due inoltre sono stati sospesi per non aver ottemperato all’obbligo vaccinale. Per quanto riguarda il personale quindi non abbiamo avuto problemi. Di sicuro avremo bisogno di qualche giorno per capire cosa succederà».

«Giordano Bruno» Coi suoi 1.200 studenti il «Giordano Bruno» di Perugia è tra gli istituti più grandi della città: «Nel corso della mattinata – dice la vicepreside Aurora Piampiano – ci sono state difficoltà. In tutte e 59 le classi ci sono casi di positività o di quarantena tra gli studenti e in tutte è stata attivata la Didattica a distanza; far marciare insieme i ragazzi in classe con quelli a casa è la vera difficoltà». Tra docenti e personale Ata invece le assenze ammontano al 5 per cento: «Stamattina – racconta la vicepreside – siamo riusciti a coprire tutte le classi ma dobbiamo capire cosa accadrà i prossimi giorni. La percezione non è buona».

Foligno Maria Paola Sebastiani, dirigente del liceo scientifico «Marconi» di Foligno ha dovuto far fronte a parecchie assenze di membri del personale, «ma c’è un apparato pronto a gestirle». Circa cento invece i casi di positività tra gli studenti emersi grazie all’ultimo screening effettuato. Qualche dubbio c’è a proposito del super green pass che da lunedì serve per salire a bordo dei mezzi del trasporto pubblico locale. Con l’ordinanza di domenica del ministro Roberto Speranza, è stata data la possibilità a tutti gli studenti di salire a bordo dei «mezzi del trasporto scolastico dedicato» anche solo con la mascherina Ffp2. Il problema sottolineato da alcuni dirigenti è che ci sono ragazzi senza super green pass che usano non i mezzi del trasporto scolastico dedicato, bensì quelli di linea, dove la certificazione viene richiesta.

Terni Allo scientifico «Donatelli» di Terni la preside Luciana Leonelli spiega che «per quanto riguarda docenti e personale Ata non ci sono criticità significative a oggi. Tra gli studenti sono circa 80 i casi positivi o in isolamento. Non abbiamo avuto grosse proteste da genitori per quanto riguarda la riapertura. Quanto è prudente o no aver riaperto? Lo vedremo col tempo. Non ci sottraiamo all’impegno gestionale, ma avrei preferito aprire un po’ più tardi. Non sono per l’allarmismo o per l’aumento della confusione ma per una gestione prudenziale». «Da noi – dice invece Sandro Pertini, vicepreside dell’Istituto professionale Ipsia – sono assenti quattro docenti e oltre il 40 per cento degli alunni, ma dopo le vacanze succede tutti gli anni. I docenti in malattia sono stati sostituiti e non abbiamo registrato altre assenze legate al Covid per quanto riguarda il personale Ata».

«Serviva la Dad» Al «Casagrande-Cesi» di Terni la preside Marina Marini sottolinea come in queste ore siano «tante le richieste che stiamo ricevendo da parte dei genitori per attivare la Didattica a distanza». Marini è tra quei duemila presidi che hanno firmato l’appello per chiedere di posticipare l’apertura di due settimane, «non tanto per quello che succede nelle scuole – che sono un presidio sicuro – quanto per una serie di problematiche esterne quali il tracciamento dei contatti, il sovraccarico delle Usl territoriali o ancora i trasporti scolastici. È ovvio che dobbiamo ripartire e che i ragazzi si devono confrontare in aula, ma per due settimane non penso che avrebbe pesato la Dad sui ragazzi». Quanto alle assenze, invece, «gli alunni in quarantena per contatto con positivi sono 20, mentre gli studenti attualmente contagiati sono 62 e 11 i docenti, dei quali quattro in quarantena. Tra il personale Ata riscontriamo tre positivi e una quarantena per contatto».

Norcia Brutta sorpresa invece a Norcia per la dirigente scolastica Rossella Tonti, che ha trovato la palestra pressostatica crollata a causa del peso della neve. Per la riparazione della struttura, frutto della donazione di privati e viene gestita dalla Provincia, servirà del tempo: «Rappresenta l’unica opportunità – dice la dirigente – per garantire l’educazione motoria dei ragazzi». Tra maltempo, contagi e influenza invece circa un terzo degli studenti delle scuole medie è rimasto a casa. «Per quanto riguarda il personale invece – dice Tonti – la situazione è sotto controllo».

FOTOGALLERY: NORCIA, LA STRUTTURA CROLLATA

Assisi Al liceo classico «Properzio» di Assisi a prendere la parola lunedì sono stati direttamente i ragazzi, che hanno protestato contro la riapertura con un’assenza di massa. I rappresentanti d’istituto riportano i dati di un sondaggio secondo il quale «circa 617 persone su 686 hanno paura di tornare a scuola in presenza; circa 566 studenti della nostra scuola poi vorrebbero la Didattica a distanza. Il primo febbraio 2021 – scrivono -, i comuni avevano un’incidenza superiore a 200 casi ogni 100 mila abitanti, e le scuole vennero chiuse. Oggi, i casi positivi solo nella nostra città sono 1.183 e le scuole continuano a essere aperte». I rappresentanti sostengono poi che «sarebbe devastante mentalmente dover sostenere di continuo quarantene per proteggere noi e gli altri una volta entrati in contatto con un positivo». A suscitare preoccupazione sono in particolare i mezzi pubblici e così, «non vedendo riscontri concreti attraverso provvedimenti che prevedano il ritorno in Didattica a distanza finché non si siano ristabiliti almeno in piccola percentuale i contagi come invece è avvenuto in altri comuni, molti studenti della nostra scuola hanno deciso di protestare attraverso un’assenza di massa».

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