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mercoledì 25 maggio - Aggiornato alle 11:17

In Umbria picco di ricoveri e decessi atteso a febbraio. Non registrati tre positivi su quattro

Le stime di Umbria digitale: picco di 246 pazienti, 22 terapie intensive e 1.668 morti. Gli attualmente positivi potrebbero essere 80 mila

Un paziente in pronto soccorso (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

L’inizio di febbraio per quanto riguarda i ricoveri di area medica e metà del mese per le terapie intensive. È intorno a questi giorni che l’Umbria, investita dalla quinta ondata, si attende il picco delle ospedalizzazioni. Del tema si è discusso giovedì nel corso della conferenza stampa settimanale con cui i vertici della sanità regionale e il nucleo epidemiologico hanno fatto il punto sulla pandemia.

GLI ESPERTI: «PICCO SUPERATO, SIAMO AL PLATEAU»

Lo scenario Secondo lo scenario fornito da Fortunato Bianconi, amministratore unico di Umbria digitale, per l’inizio di febbraio sono attesi 246 ricoveri ordinari e 22 posti occupati in terapia intensiva, con forbici che oscillano tra i 235 e i 255 per quanto riguarda il primo valore e tra i 16 e i 30 relativamente al secondo. I decessi invece potrebbero toccare quota 1.668, quasi cento in più rispetto ai 1.579 del 19 gennaio. Analisi che non contraddice quella del nucleo epidemiologico, secondo il quale l’Umbria ha superato il picco dei contagi e si trova sul plateau: ricoveri e decessi infatti seguono di alcune settimane i dati relativi ai contagi.

Il metodo Le stime vengono fatte con la calibrazione di un modello matematico che tiene conto dell’evoluzione della pandemia e di alcuni parametri di intervento, come le misure di contenimento del virus e le vaccinazioni. In particolare lo scenario considerato più probabile tiene conto di una copertura del 90 per cento per quanto riguarda le terze dosi. Gli altri due ipotizzati prevedono percentuali più basse e quindi un numero maggiore di ospedalizzazioni e di decessi.

I positivi L’altra stima calcolata da Umbria digitale riguarda il numero dei positivi attualmente in circolazione, inclusi gli asintomatici. Il dato si aggirerebbe sugli 80 mila, a fronte dei circa 25 mila registrati al momento: «Probabilmente – ha sottolineato Bianconi – in questa fase misuriamo un quarto dei positivi». Dato che dovrebbe stupire fino a un certo punto dato che «anche tenendo conto del livello di vaccinazioni – commenta Marco Cristofori del Nucleo epidemiologico – potremmo avere in questa fase un 70 per cento di asintomatici». Un numero che indica anche la sofferenza del sistema di tracciamento: «Stiamo tenendo – ha detto Massimo Braganti, direttore regionale della sanità – e siamo allineati al resto dell’Italia».

Twitter @DanieleBovi

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