di Stefania Supino
In Italia nel 2023 i reati di violenza di genere diminuiscono del 12 per cento, ma nonostante ciò, i numeri continuano a destare molta preoccupazione. Umbria24 ha consultato i dati del dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’interno elaborati da Il Sole24Ore per analizzare nella nostra regione il fenomeno legato alle violenze sessuali. Approfondimento anche sulla qualità della vita delle donne in Umbria tra retribuzione, condizione lavorativa, divari di genere e molto altro ancora.
Perugia e Terni Sul podio per il maggior numero di denunce relative a violenze sessuali ogni 100mila abitanti si trova la provincia di Imperia, seguita da quelle di Bologna e Trieste. Perugia è posizionata 48esima e Terni 74esima, rispettivamente con 10 e 7,9 denunce ogni 100mila abitanti. Prendendo come riferimento il numero di abitanti di Perugia e di Terni emerge che i valori sono rispettivamente pari a 16,67 e 8,79. Perugia presenta lo stesso numero di denunce per violenze sessuali nel 2022, 63 in tutto, e 64 nel 2023; Terni invece conta 22 denunce nel 2022 e 17 nel 2023, con una lieve diminuzione.
Revenge porn L’Umbria quindi almeno tenendo conto solo delle denunce sembra essere in controtendenza rispetto ai dati nazionali, con episodi di violenze nei confronti delle donne in diminuzione nell’ultimo anno. Allo stesso tempo però emerge che quello che preoccupa maggiormente la nostra regione è il revenge porn, stando a quanto spiegato giorni fa dalla commissione d’inchiesta dell’Assemblea legislativa sul femminicidio e la violenza di genere. Un fenomeno che sembra aumentato in entrambe le province umbre: 8 i casi del 2022 e 21 nel 2023.
Qualità della vita delle donne Il Sole24Ore ha poi costruito un indice della Qualità della vita delle donne utilizzando 12 indicatori. Dall’analisi emerge in sostanza un gap diffuso e generalizzato in tutto il Paese che non risparmia la nostra regione. In Umbria la qualità della vita delle donne sembra essere buona, con la regione che occupa una posizione alta nella classifica nazionale. Perugia si posiziona al ventesimo posto tra le 106 province, perdendo 8 posizioni rispetto al 2021, mentre Terni è migliorata rispetto a due anni fa posizionandosi al 34esimo posto, salendo di 8 posizioni. La Provincia di Perugia totalizza 664 punti e quella di Terni 626; in vetta c’è quella di Monza-Brianza con 742. In Umbria il divario tra uomini e donne si traduce anche, secondo un’analisi dell’Agenzia Umbria ricerche, in una differenza remunerativa: le seconde, in media, guadagnano il 25 per cento in meno dei primi.
Madri lavoratrici Condizione maggiormente svantaggiosa quella delle donne madri, il cui tasso di occupazione in tutta Italia è inferiore a quello di quante non hanno figli. In Umbria infatti a fronte di cento donne tra i 25 e i 49 anni occupate senza progenie, ce ne sono solo 80 con almeno un figlio in età prescolare 0-5 anni. Sempre più mamme lavoratrici sono costrette a dimettersi perché impossibilitate a conciliare gli impegni familiari con il lavoro, come rivela l’indagine dell’Agenzia Umbria ricerche che tra il 2020 e il 2021 testimonia un’impennata delle dimissioni delle donne in seguito alla nascita di un figlio.
Occupazione femminile Dal 2022 l’occupazione femminile ha superato i livelli pre-pandemia ma ad oggi persiste una preoccupante sottoccupazione pari al 58,1 per cento. A livello nazionale il tasso di occupazione delle donne è inferiore di circa 13,7 punti rispetto a quello maschile, un punto a favore delle donne è però l’istruzione, rappresentando un trampolino di lancio nel mondo del lavoro. L’Umbria è la regione che detiene la percentuale di overeducation femminile più alta in tutta Italia, vale a dire un eccesso di titoli di studio, conseguiti al di sopra delle effettive esigenze del mercato del lavoro. Nel Cuore verde d’Italia questo dato riporta un gap di quasi 10 punti rispetto alla media delle donne italiane. Il tasso di occupazione delle donne laureate nella nostra regione è pari al 77,7 per cento, più del doppio rispetto alle donne meno istruite.
Imprenditrici umbre La differenza di genere è una costante dell’occupazione umbra: nella classifica nazionale per tasso di occupazione delle donne, l’Umbria si pone al di sopra della media nazionale ma al di sotto del Nord Italia. Nel 2023 a trionfare nella classifica è la Valle D’Aosta con un punteggio di 68,5, mentre l’Umbria si distacca di 10,6 punti dalla capolista. Il tasso di disoccupazione di lungo periodo per le donne è soddisfacente perché si aggira intorno al 3 per cento in Umbria, allineandosi ai valori rilevati nel Nord Italia, a fronte del 5,3 per cento a livello medio. Superano la media italiana le donne imprenditrici umbre: queste sono arrivate al 25 per cento del totale delle imprese. In totale più di 25mila sono le imprese umbre con a capo una donna: il settore terziario, in particolare, ne conta due terzi del totale.
