Una chiesa addobbata per un matrimonio

di Daniele Bovi

Continua a calare il numero dei matrimoni in Umbria, compresi quelli di coloro che sono alle prime nozze. Secondo il report pubblicato giovedì dall’Istat infatti nella regione nel 2012 il numero dei «sì» sono stati 2.960, il 2,4% in meno rispetto all’anno precedente. Anche i numeri del 2012 quindi confermano il trend in discesa che parte dal 2008, anno dell’esplosione della crisi economica quando erano 3.725. Se, infatti, dal 1991 al 2008 la flessione è stata abbastanza leggera (-0,9% all’anno), è nel corso degli ultimi cinque anni che la discesa si fa più forte arrivando al -5,1% ogni 12 mesi. Collegato alla diminuzione dei matrimoni c’è un altro indicatore che l’Istat chiama quoziente di nuzialità, ovvero il rapporto tra il numero di celebrazioni nell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente. Un valore passato dal 4,4 per mille del 2004 al 3,4 del 2012 e che è, secondo l’Istituto nazionale di statistica, un fenomeno demografico particolarmente sensibile a fattori congiunturali come la forte crisi economica che sta colpendo il Paese.

Crisi ma non solo Scarsità di risorse economiche e incertezza però non bastano a spiegare i numeri in discesa. Tra le cause bisogna infatti annoverare l’aumento delle unioni di fatto, la difficoltà dei giovani nella ricerca di un lavoro e di una casa e l’allungamento dei tempi formativi: tutti fattori che come conseguenza hanno la posticipazione delle nozze. Come accennato però il calo c’è anche per i primi matrimoni, ovvero quelli tra celibi e nubili che rappresentano l’85% del totale: 2.515 contro i 2.551 del 2011, mentre la diminuzione rispetto al 2008 è del 22,7%. Prime nozze che sottolinea l’Istituto, sono «sempre più rare e tardive». «Si osserva pertanto – è detto ancora nel report – un accentuarsi del fenomeno della posticipazione, cioè del rinvio delle prime nozze ad età più mature. Tale fenomeno è in atto dalla metà degli anni ’70, ma nell’ultimo quinquennio si è ancora accentuato». La caduta però in Umbria sembra fermarsi. Se nel 2008 infatti queste crescevano di quasi il 6%, nel 2009 arriva un tracollo (-12,3%) e poi una scia di segni meno in attenuazione fino al -1,5% del 2012.

Più tardi In Umbria in media lo sposo ha quasi 35 anni e la sposa oltre 31, circa cinque in più rispetto al 1975. Nei casi di seconde nozze (445) quelli in cui uno dei due sposi è divorziato è quello più frequente (290). Arretra poi, dopo anni di crescita seppur non esplosiva dal 2009 al 2011, il numero dei riti civili: 1.290 contro i 1.368 del 2011, con una significativa differenza tra le due province della regione. In quella di Perugia infatti rappresentano il 38%, in linea con la media italiana, mentre in quella di Terni oltre dieci punti in più (48,4%). Un matrimonio su due quindi è celebrato in municipio. Complessivamente, otto coppie su 10 sono italiane (la media del Paese è invece dell’86%) e nel 20% dei casi almeno uno dei due sposi è straniero, più frequentemente lo sposo (12%). Quanto al regime patrimoniale infine nessuna sorpresa: si conferma la netta prevalenza (65%) della separazione dei beni.

Twitter @DanieleBovi