Martedì 25 giugno, è stata commemorata la fondazione del corpo della guardia di finanza, che ha celebrato il suo 239°anno.
Alcuni particolari L’appuntamento è stato alla caserma “Cefalonia-Corfù”, sede del comando provinciale della guardia di finanza di Perugia, con la deposizione di una corona d’alloro alla targa commemorativa dei finanzieri del battaglione Mobilitato affiancato alla divisione Acqui. Nei giorni di incertezza che seguirono l’armistizio dell’8 settembre 1943, i finanzieri scelsero la strada della difesa ad oltranza delle isole di Cefalonia e Corfù dalle truppe germaniche, conclusasi, per l’efferatezza della rappresaglia tedesca, con una delle pagine più tragiche della seconda guerra mondiale. Per il valore dimostrato dal reparto, alla bandiera del Corpo è stata concessa la medaglia d’oro al valor Militare. La commemorazione è proseguita presso la caserma “Cap. MBVM Domenico Furbini”, sede del comando regionale Umbria della guardia di finanza, con l’incontro del comandante regionale Umbria, gen. B. Cristiano Zaccagnini, con il personale dei comandi e dei reparti alla sede di Perugia e dell’associazione nazionale finanzieri d’Italia.
Le attività Nell’occasione la guardia di finanza dell’Umbria ha fatto un bilancio delle operazioni compiute nell’ultimo anno, contando 383 ispezioni contabili, di cui 137 verifiche fiscali e 246 controlli. Queste attività hanno permesso di constatare la sottrazione all’imposizione diretta di redditi per circa 105 milioni di euro, e un’evasione nel campo dell’Iva per circa 24 milioni di euro. Sono state inoltrare all’autorità giudiziaria richieste di sequestro conservativo, ai fini della confisca, di beni immobili e mobili per un valore complessivo di oltre 22 milioni di euro.
Il bilancio Circa 3,2 milioni di euro di Imposte dirette e 1,5 milioni di euro per l’Iva sono stati versati dai contribuenti che, a fronte dell’inoppugnabilità delle contestazioni, hanno scelto di risolvere la controversia con il fisco, ricorrendo all’istituto dell’adesione ai verbali di constatazione. Nell’attività dei reparti, particolare rilievo, hanno assunto le segnalazioni per operazioni sospette, inoltrate dagli istituti di credito allorquando rilevano transazioni finanziarie che presentano particolari tratti di pericolosità fiscale. Nel corso del 2013, sono state sviluppate 29 segnalazioni. Nel periodo gennaio – maggio 2013, sono stati individuati 118 tra evasori totali e paratotali dai quali sono stati recuperati a tassazione circa 87 milioni di euro di imposte dirette e 17 milioni di Iva evasa.
Le altre operazioni L’attività di contrasto al lavoro sommerso ha permesso di individuare 93 lavoratori in nero e 32 lavoratori irregolari. In materia di ricevute e scontrini fiscali, i controlli sono stati circa 2.076, con la constatazione dell’omesso rilascio dei citati documenti nel 23% dei casi. I controlli su strada sono stati oltre 718. Particolare importanza assume l’attività svolta nei confronti di soggetti condannati per gravi reati – soprattutto per criminalità organizzata – che, attraverso l’istituto del sequestro preventivo ai fini della confisca, permette di sottrarre alla loro disponibilità beni materiali e finanziari non giustificabili con i redditi dichiarati. Dall’inizio dell’anno, sono state eseguiti 18 accertamenti, sequestrati beni per circa 200mila euro e inoltrate all’Autorità Giudiziaria proposte di sequestro per oltre 9 milioni di euro.
Contraffazione Sono stati sequestrati oltre 65mila articoli contraffatti e circa 36mila prodotti commercializzati privi della certificazione degli standard di sicurezza europei. Nei primi cinque mesi dell’anno sono stati sequestrati oltre 12 chili di droghe leggere (hashish e marijuana) e 2,1 chili di droghe pesanti (cocaina, eroina, ecc.). Complessivamente sono state segnalate all’autorità giudiziaria 13 persone, ed eseguiti 10 arresti.
Il comandante Il controllo del territorio è stato assicurato dalla costante attività di vigilanza svolta da 1.951 pattuglie del “Servizio 117”, che, complessivamente, ha visto impiegati 4.213 militari. Il comandante regionale ha concluso l’incontro celebrativo affermando che «i risultati conseguiti sono il frutto del quotidiano lavoro delle fiamme gialle umbre che, coscienti delle responsabilità che derivano dal loro compito, vogliono contribuire al mantenimento della tutela della legalità economica e finanziaria a garanzia del bene comune. Infatti, consapevoli della trasversalità dei compiti affidati al corpo, dobbiamo dimostrare di essere un sicuro punto di riferimento per ogni cittadino onesto».
