Diminuiscono, in Umbria, gli infortuni sul lavoro, ma aumentano le morti bianche: nel 2009 gli incidenti denunciati all’Inail sono stati 15 mila 285 contro i 17 mila 101 dell’anno precedente, con una contrazione del 10,6 per cento. Tuttavia, le morti bianche sono cresciute: 17, contro le 16 del 2008. Sono alcuni dei dati emersi oggi, nel corso della presentazione del Rapporto annuale Inail Umbria 2009. Iniziativa che si è tenuta a Perugia, nel Salone d’Onore di palazzo Donini.
Dati positivi Era prevista, anche, la firma di un accordo tra Inail e Regione Umbria finalizzato a rilanciare le attività congiunte in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, ma è stata rinviata per l’assenza, per imprevisti impegni istituzionali, della presidente della Regione, Catiuscia Marini. Il direttore regionale dell’Inail, Tullio Gualtieri ha commentato «positivamente» i dati, parlando di un «trend degli infortuni tendenzialmente e storicamente decrescente». Anche se non ha nascosto che parte del risultato è dipeso dalla crisi economica. «Nel 2009, quasi tutti gli indicatori economici – ha spiegato – hanno avuto segno negativo, con una elevata cassa integrazione e disoccupazione. Abbiamo piena consapevolezza che la diminuzione degli incidenti sia dipesa per un terzo dalla crisi. Tuttavia, c’è un’altra quota che è frutto del lavoro messo in campo dall’Inail e da tutti i soggetti attivi nella prevenzione. Ciò ha portato l’Umbria a essere tra le regioni più virtuose d’Italia».
Il ruolo della formazione e dell’informazione Per il direttore, un peso rilevante a contrasto del fenomeno degli infortuni l’hanno avuto la formazione e l’informazione, l’assistenza e il sostegno economico alle imprese che hanno attuato politiche di investimento in sicurezza nei luoghi di lavoro. In proposito, ha annunciato la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, il prossimo 30 novembre, del bando sugli incentivi economici per progetti d’innovazione nel campo della prevenzione che prevede 60 milioni di euro a livello nazionale, di cui circa un milione le risorse messe a disposizione dall’Inail per l’Umbria. I settori in cui il fenomeno degli incidenti sul lavoro è critico – è stato spiegato – sono il manifatturiero e le costruzioni, a seguire agricoltura, commercio e trasporto, mentre a essere più debole è il lavoratore straniero.
I sindacati: restano zone d’ombra Bene il calo degli infortuni anche per Pierluigi Bruschi, consigliere Civ Inail e per Claudio Bendini, in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil che tuttavia hanno evidenziato le zone d’ombra del rapporto. «Gli incidenti mortali – ha commentato Bendini – sono in crescita, con un indice di frequenza (infortuni/ore lavorate) tra i più alti d’Italia. Questo dimostra che c’è ancora molta strada da fare per raggiungere i livelli medi nazionali». Per Bendini bisogna puntare più sulla «informazione e sensibilizzazione non solo del lavoratore, ma anche dei cittadini» e sulla «formazione, attuando meccanismi che premino le aziende virtuose». Di situazione «critica» sul versante mortalità ha parlato Bruschi, secondo cui «non ci si può basare solo sulla riduzione degli infortuni». «La verità – ha proseguito – è che bisogna ammettere che siamo stati sconfitti da questo fenomeno. Gli incidenti mortali non decrescono e nel frattempo sono in aumento le malattie professionali. In ogni caso, in un’era altamente tecnologica qual è la nostra, gli infortuni sono troppi». Per Bruschi alla base del fenomeno c’è «una scarsa considerazione del lavoro. Occorre restituire valore e dignità al lavoratore, questo il punto di partenza. E per le malattie professionali bisogna sviluppare la cultura della ricerca per una diagnosi precoce sui lavoratori esposti ad ambienti insalubri».
LA SCHEDA
Questi alcuni dei dati contenuti nel Rapporto Inail 2009. Occupazione Il bilancio del mercato del lavoro in Umbria, nell’anno scorso si chiude negativamente. I dati Istat stimano che gli occupati in regione sono 366 mila contro 376 mila dell’anno precedente (-2.7%).
Infortuni denunciati Diminuiscono gli infortuni sul lavoro che passano da 17.101 del 2008 a 15.285 del 2009 (-10.6%). Il calo più significativo è nel settore industria con 13.009 infortuni denunciati (-12% rispetto all’anno precedente), quindi l’agricoltura 1.664 (-1%) e nel conto stato 612 (-3.8%).
Infortuni e lavoratori stranieri (extracomunitari e comunitari) Dopo gli incrementi degli ultimi due anni, c’e’ una inversione di tendenza: dai 3.262 casi del 2008 ai 2.639 del 2009 (-19.1%). In media, un infortunato su sei è straniero.
I casi mortali Si è interrotto il trend di costante diminuzione degli ultimi quattro anni. Nel 2009 le morti bianche sono salite a 17 contro le 16 dell’anno prima (+6.3%). Stabile, invece, il dato riferito alle morti sul lavoro straniere: tre i casi nel 2009, altrettanti nel 2008. Infortuni in itinere. Diminuiscono gli infortuni sul lavoro in itinere, quelli che si verificano lungo il tragitto casa-luogo di lavoro e viceversa. 1.431 nel 2009, 1.497 nel 2008 (- 4.4%). Stabile il dato sui casi mortali in itinere: tre sia nel 2008, sia nel 2009.
Infortuni stradali Stesso andamento per gli infortuni sul lavoro stradali: 1.992 nel 2009, 2.201 nel 2008 (- 9.5%). Lieve crescita, tuttavia, per i casi mortali stradali: cinque nel 2008 contro i sei del 2009.
Malattie professionali Crescono le malattie professionali del 7.4%, passando da 1.179 del 2008 a 1.266 del 2009. Gran parte viene denunciata nel settore industria e servizi (91%) la restante in agricoltura (7%) e tra i dipendenti dello Stato (2%). Frequenze relative di infortunio. L’Umbria presenta, nell’ultimo triennio, 2005-2007, un indice di frequenza maggiore a tutte le altre regioni, seppure sia sceso da 43.7 a 42.45 rispetto al triennio 2004-2006.
