Di Stefania Supino
Il biennio 2022- 2023 ha portato con sé alcune interessanti dinamiche matrimoniali in Italia, con i matrimoni in lieve crescita e un notevole aumento delle unioni civili, secondo i dati forniti dall’Istat. Tuttavia, il 2023 sembra presentare una leggera diminuzione rispetto all’anno precedente.
Matrimoni Nel corso del 2022 il numero totale di matrimoni celebrati in Italia è stato di 189.140, segnando una crescita del 4,8 per cento in più rispetto all’anno precedente e del 2,7 per cento in più rispetto al 2019. Nel 2023, per i primi otto mesi presi a riferimento, si è registrata nuovamente una diminuzione pari al 6,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022, evidenziando una possibile inversione di tendenza. Analizzando il contesto territoriale emerge una situazione eterogenea. Nel centro e nel nord del Paese la crescita dei matrimoni è stata più marcata, con variazioni positive rispettivamente del 14,2 per cento e del 10,5 per cento. Al contrario, al sud si è registrata una variazione negativa, confermando una tendenza già presente negli anni pre-pandemici. In Umbria i numeri dei matrimoni si mantengono costanti, con una notevole diminuzione dei riti religiosi rispetto ai riti civili. I matrimoni religiosi, sebbene stabili rispetto al 2021, mostrano un calo rispetto agli anni precedenti al Covid-19, segnalando possibili cambiamenti nelle scelte matrimoniali.
Seconde nozze Un dato interessante è l’aumento significativo delle seconde nozze nel 2022, che hanno raggiunto un record di 42.918 matrimoni, rappresentando il 22,7 per cento del totale delle unioni e segnando un’importante evoluzione nelle dinamiche matrimoniali. Le percentuali più alte di matrimoni, con almeno uno degli sposi alle seconde nozze rispetto al totale delle celebrazioni, si osservano in Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta. Al contrario, le incidenze più basse si registrano in Basilicata e in Calabria. L’Umbria, assieme alle Marche e alla provincia autonoma di Bolzano, presentano una percentuale di seconde nozze inferiore al 25 per cento, posizionandosi al di sotto della media nazionale.
Matrimoni misti e unioni civili L’Umbria, stando a dati rilasciati dall’Istat, sembra essere la regione con la più alta incidenza di unioni civili tra uomini, con una percentuale del 68,6 per cento, seguita da Lazio e Emilia-Romagna. Nel biennio 2022-2023 aumentano anche i matrimoni misti, in cui uno dei due sposi è straniero, con un incremento del 21,3 per cento rispetto al 2021. La quota di matrimoni con almeno uno sposo straniero è notoriamente più elevata nelle aree in cui è più stabile e consolidato l’insediamento delle comunità straniere, cioè al nord e al centro. A livello regionale in cima alla graduatoria vi sono la provincia autonoma di Bolzano e la Toscana, l’Umbria si posiziona terza seguita dall’Emilia Romagna.
