di Daniele Bovi
In fondo al tunnel della Guinza si rivede la luce. Partiranno entro luglio e termineranno alla fine del 2026 i lavori da 130 milioni di euro per l’apertura al traffico della galleria Guinza, una delle grandi incompiute italiane. La cerimonia di consegna dei lavori alla perugina Cec (il Consorzio stabile costruttori europei) si è tenuta lunedì mattina; a partecipare i presidenti di Umbria, Marche e Toscana (rispettivamente Donatella Tesei, Francesco Acquaroli ed Eugenio Giani), gli assessori ai Lavori pubblici delle tre Regioni, il commissario straordinario per la E78 Massimo Simonini, i vertici di Anas e i sindaci del territorio.
VIDEO – IL VIA AI LAVORI E LA PROTESTA DEI RESIDENTI
Il cantiere Al termine dei lavori tra i comuni di Mercatello sul Metauro (PU) e San Giustino (PG) – che partiranno nei prossimi giorni con le attività preliminari – sarà percorribile in direzione Umbria un tratto di circa dieci km (già realizzato e comprensivo dell’incompiuta galleria) collegandolo alla viabilità locale esistente; strada sulla quale secondo le stime viaggeranno circa duemila auto al giorno. Il cantiere riguarderà diverse opere realizzate in tutto o in parte e cioè quattro gallerie (Guinza, Valpiana, Sant’Antonio e la galleria artificiale Santa Veronica) e altrettanti viadotti (Valpiana di valle, Sorgente di valle, Pieruccia e Ponte Guinza), intervallati da tratti all’aperto. I lavori riguarderanno soprattutto la Guinza, con il rifacimento del rivestimento interno, degli impianti di illuminazione, ventilazione e sicurezza. Previsti poi un by-pass pedonale tra le due canne esistenti della galleria Sant’Antonio (da utilizzare in caso di incendio), e la sistemazione dei viadotti.
GALLERY – LA CERIMONIA E LA PROTESTA
Viabilità Infine per rendere funzionale il tutto arriveranno due rotatorie di innesto con le viabilità locali esistenti, rappresentate dalla strada provinciale 200 (lato Umbria) e dalla via Cà Lillina (lato Marche) che sarà adeguata per un tratto di circa un km. Attraverso le rotatorie quindi la Fano-Grosseto si riverserà sulle strade di fondovalle, permettendo di superare in questo tratto la barriera appenninica.
La storia Gran parte dell’attenzione nel corso dei decenni si è concentrata sulla galleria a canna unica della Guinza, parte di quella Fano-Grosseto della quale mancano ancora 104 km su 276. La galleria dovrebbe collegare Mercatello sul Metauro a Pernacciano ed è il simbolo dell’incompiuta E78, meglio nota come Due Mari: dopo lavori per 500 miliardi di lire e quasi 15 anni di scavi (dai Novanta al 2004) la canna è al momento una sola e non è stata mai utilizzata; nel compenso nel 2012 al suo interno fu scoperta una segheria abusiva.
Anas e la E78 «Negli ultimi anni abbiamo esplorato tutte le possibili soluzioni tecniche – ha detto l’ad di Anas Aldo Isi – per anticipare l’apertura al traffico della galleria della Guinza senza dover attendere il completamento dell’intera direttrice, ovviamente nel rispetto delle norme di sicurezza per i tunnel di questo tipo. La soluzione adottata costituisce la prima fase dell’apertura definitiva e consentirà al contempo benefici immediati per una delle due correnti di traffico, mettendo fine a una lunga attesa sopportata da questo territorio». Anas ha poi assicurato che va avanti la progettazione degli 11 lotti mancanti della E78, compresa la seconda canna della Guinza (quella in direzione Marche); lotti per i quali servirebbero circa quattro miliardi di euro. Proprio per arrivare al completamento dell’opera, Simonini nell’aprile 2021 è stato nominato commissario, assicurando lunedì che la progettazione dei lotti mancanti terminerà entro il 2025.
Istituzioni e partiti «Con questa galleria – ha commentato Tesei – si darà seguito e si completerà un lavoro e un’opera sicuramente strategica per collegare l’Adriatico al Tirreno e quindi Umbria, Marche e Toscana. È importante per lo sviluppo dei nostri territori». «Con gli altri governatori – ha commentato – stiamo dando gamba a un progetto, quello dell’Italia di mezzo, di importanza strategica non solo però per il Centro Italia ma per il sistema Paese». Da parte degli esponenti di Lega e FdI arriva poi un plauso a Regioni e Governo per la ripartenza dei lavori, mentre il consigliere regionale pd Michele Bettarelli ricorda che il cantiere è possibile grazie alle risorse stanziate nel 2017 dall’allora ministro dei Trasporti Graziano Delrio.
La protesta Lunedì poi è andata in scena anche una pacifica protesta da parte dei residenti della zona, spaventati dal passaggio delle duemila auto al giorno «in una strada di campagna piccola e piena di frane». Motivo per cui è stato chiesto a istituzioni e Anas di studiare un tracciato più adeguato: «Abbiamo la galleria – hanno detto – ma non è previsto al momento un adeguamento della viabilità esistente che la collegherà alla E45».
