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giovedì 21 gennaio - Aggiornato alle 19:42

In discarica i rifiuti prodotti dagli umbri in isolamento: come cambia la raccolta

Pubblicata ordinanza della Regione: stop alla differenziata e servizio dedicato organizzato dalle diverse aziende

La discarica di Borgogiglione (foto F.Troccoli)

di Dan.Bo.

Finiranno nelle discariche dell’Umbria i rifiuti prodotti nelle case da coloro che, positivi al nuovo coronavirus, sono costretti all’isolamento. Lunedì la presidente della Regione Donatella Tesei ha firmato un’ordinanza con cui si stabiliscono le modalità di trattamento dei rifiuti: il provvedimento prevede che nelle case (2.864 le persone in quarantena secondo il bollettino di lunedì della Regione) sia sospesa la normale raccolta differenziata, e che dunque tutti i rifiuti siano raccolti in modo indifferenziato. I diversi gestori organizzeranno un servizio dedicato avvalendosi di opportuni dispositivi e procedure di raccolta, provvedono inoltre a consegnare ai diretti interessati kit per il ritiro del rifiuto comprendente almeno sacchi e nastro adesivo.

I TRE POSSIBILI SCENARI

Il provvedimento In più l’ordinanza dispone la pulizia e la sanificazione dei mezzi di trasporto e operazioni di trasbordo nel caso di ridotti quantitativi di rifiuti, così da ridurre al massimo il numero di mezzi di conferimento in discarica. I rifiuti (circa 150 tonnellate secondo le stime) finiranno nelle discariche all’interno di speciali contenitori e i gestori dovranno tenere un registro in cui saranno indicati quantitativi e zona di conferimento. Del tema la giunta regionale si era occupata giorni fa, affidando alle due Usl e all’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), il compito di redigere un parere riguardo alle diverse possibilità. Oltre alle discariche erano state prese in considerazione le ipotesi di incenerire i rifiuti o di trattarli in uno degli impianti per il trattamento meccanico-biologico presenti in Umbria; scenari che però presentavano più di una controindicazione.

Cave Sempre lunedì la presidente con un’altra ordinanza ha deciso di spostare dal 31 marzo al 30 giugno il termine di pagamento del contributo ambientale annuale che le aziende estrattive devono versare. «Un provvedimento urgente – dice l’assessore Roberto Morroni – con il quale diamo un sollecito e concreto riscontro alla richiesta presentata da Confindustria Umbria, poiché anche questo settore è alle prese con i gravi disagi e le criticità causate dall’emergenza coronavirus. Il differimento dei pagamenti consentirà un più ampio respiro a queste aziende». Per chi ha un’autorizzazione dunque la prima rata andrà pagata entro il 30 giugno prossimo, la seconda e la terza entro il 30 settembre e la quarta entro il 31 dicembre. Nel complesso il contributo vale 896 mila euro.

Twitter @DanieleBovi

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