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lunedì 6 dicembre - Aggiornato alle 16:09

In cammino da due mesi, Riccardo e Miriam arrivano in Umbria «guidati dall’umiltà di San Francesco»

Da Leuca a Santiago, Pathfinder road to Finisterre è la storia di un viaggio-documentario lungo tre Paesi

di Mar. Ros.

Raccontare camminando o camminare raccontando; entrambe le formule rendono l’idea del progetto ‘Pathfinder road to Finisterre’, la storia di un viaggio che vuole documentare la ‘vita’ dei cammini, l’importanza dell’interconnessione tra loro, l’inestimabile patrimonio umano che si incontra lungo la via, con una componente cristiana e spirituale non secondaria «perché la ricerca di nuove strade è anche interiore». Tre Paesi (Italia, Francia, Spagna), un viaggio da faro a faro, passando per due Porte Sante, 4.500 km circa e 199 tappe: Riccardo e Miriam, partiti da Santa Maria di Leuca e passati per Taranto lungo la via jonica, volutamente evitando di raccontare l’Ilva, sono in cammino da 55 giorni. Nel corso dell’ultima settimana hanno già toccato l’Umbria passando per Castelluccio, Norcia e Monteleone di Spoleto; nel pomeriggio di domenica è previsto il loro arrivo a Terni, più precisamente a Piediluco. Nei prossimi giorni toccheranno Arrone, Ceselli, Spoleto, Poreta, Trevi, Foligno, Assisi, Valfabbrica, Gubbio, Pietralunga, Città di Castello e Citerna. Il traguardo è fissato a Finisterre, non lontano da Santiago de Compostela e l’arrivo è previsto a settembre, a distanza di oltre sei mesi dalla partenza.

Pathfinder A raccontare a Umbria24 l’iniziativa è uno dei protagonisti Riccardo Girardi, 40enne ex assistente parlamentare al parlamento europeo; una vita passata ad ascoltare le storie delle persone. Nel 2019 fa il suo primo Cammino di Santiago e scopre la magia di calcare sentieri. Ad accompagnarlo in questo viaggio, la sua amica Miriam, che di anni ne ha 43 e che dopo essere stata a lungo a capo del personale di un’azienda, è diventata proprietaria di una struttura che ospita pellegrini lungo il Cammino francese. Con il patrocinio dell’Associazione europea delle vie Francigene, con il partenariato tecnico di FederTrek, con la media partnership di radio Camino de Santiago e radio Alma-Memento-Bruxelles e con la sponsorizzazione tecnica di RRtrek il Rifugio Roma, stanno attraversando tutta l’Italia, da sud a nord, per realizzare un documentario. Zaino in spalla, è con la telecamera agganciata adosso che riprendono paesaggi e volti. Animati da spirito pellegrino, Riccardo e Miriam vogliono mettere in evidenza come spesso i cammini diventino incubatori d’impresa, valorizzazione di
esperienze e in molti casi anche rivalutazione del territorio. Inclusione e giustizia sociale sono le esperienze che con maggiore vigore ricercano tra le rughe dei volti e sulle mani delle persone che incrontrano, che Covid prmettendo possono unirsi.

Pellegrini Riccardo e Miriam si sottopongono a tampone anti Covid ogni otto giorni e a chi intende unirsi a loro ne richiedono uno negativo a 48 ore. «Ai fini del documentario chiunque aderisce al progetto viene dotato di telecamera». Inutile dire che sarà una bella gatta da pelare per chi si occuperà del montaggio: «Sraà la parte più onerosa del progetto – racconta Riccardo a Umbria24 -, 35mila euro». I costi di viaggio li stanno sostenendo autonomamente, sin qui hanno già speso circa 3 mila euro. Passato il confine sperano di spendere molto meno; intanto sul sito dedicato è attivo anche un crowfunding. Per il resto è Webreak che cura tutto il processo produttivo mettendo a disposizione la propria competenza artistica oltre che economico-finanziaria e produttiva, nell’intenzione di collaborare con gli autori nella convinzione che esistano moltissime storie che non sono ancora state raccontate: «A questo proposito – spiega ancora Riccardo – abbiamo già prodotto una clip di 9 minuti sulla prima settimana di viaggio e a breve ne faremo una seconda per aggiornare chi ci segue sull’itinerario e per avere la garanzia che, al netto dell’economia di storie che necessiterà il prodotto finale, tutte le testimonianze siano preservate».

In Umbria Riccardo e Miriam, in un tracciato che mette insieme più cammini nell’ottica di una conaminazione e messa in rete positiva, cercano al loro passaggio di mostrare un volto dei territori diverso da quello che viene narrato dalle cronache. Quindi se a Taranto hanno tenuto fuori le vicende Ilva, in val di Susa non c’è Tav che tenga e a L’Aquila le macerie sono solo una piccola parte di quello che la città ha da mostrare. Una domanda allora sorge spontanea, come la si racconterà l’Umbria? «Non possiamo non lasciare che a guidarci sia l’umiltà del poverello d’Assisi in questa terra». I due spalancheranno gli occhi sul lago di Piediluco e si metteranno in ascolto lungo il cammino fino al confine con la Toscana.

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