La chirurgia robotica ha permesso un intervento d’avanguardia per asportare i linfonodi prossimi ai grossi vasi addominali in un giovane paziente umbro di 34 anni. L’intervento chirurgico è stato effettuato nel blocco chirurgico Trancanelli dallo staff della struttura di Urologia e andrologia, diretta da Massimo Porena, ed eseguita da Luigi Mearini, con la collaborazione di anestesisti e personale infermieristico.
L’intervento «Non è stato eseguito alcun taglio all’addome e questo rappresenta già un primo grande vantaggio – sottolinea Mearini all’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera di Perugia -, il paziente, già operato per una neoplasia a un testicolo, ha manifestato una recidiva con la comparsa di lesioni secondarie ai linfonodi retroperitoneali, identificate alla tac. L’esito positivo dell’esame ha evidenziato la necessità di eliminare l’intera catena di linfonodi attorno alla vena cava e all’aorta». Il complesso intervento è durato circa 5 ore, e proprio grazie all’ausilio della tecnologica robotica ha consentito l’asportazione di tutti i linfonodi e agevolerà il recupero post-operatorio, che sarà di breve durata». Il paziente è stato dimesso nei primi giorni della scorsa settimana e la nuova tecnologia, adottata da circa due anni, ha consentito al chirurgo di ottenere una visione operatoria ampia, agendo così in modo più accurato e preciso e risparmiando tutte le importanti strutture nervose al confine con i grossi vasi. «Abbiamo già ricevuto la richiesta da parte degli organizzatori di presentare questo caso al prossimo congresso europeo di Urologia robotica – fa sapere Massimo Porena-. Con la procedura adottata su questo paziente, la nostra struttura completa il ventaglio di utilizzo della innovativa tecnologia di cui si è dotata l’azienda ospedaliera, avendo già eseguito interventi di prostatectomia radicale, nefrectomia parziale, chirurgia riparativa dell’alta via escretrice e di chirurgia del prolasso urogenitale».
Medici di Israele al Santa Maria della Misericordia Intanto venerdì si è concluso un meeting organizzato dalla struttura complessa di Ortopedia dal titolo: ‘Il trattamento chirurgico delle fratture di femore nell’anziano’. L’evento scientifico, durato tre giorni, si è svolto sia con lezioni in aula che con la partecipazione dei medici di fuori sede in sala operatoria, con ospiti che rivestono ruoli apicali in strutture sanitarie di Israele. Dello staff scientifico e organizzativo dell’evento oltre al responsabile Caraffa hanno fatto parte i medici Giuseppe Rinonapoli, Pierluigi Antinolfi e Michele Bisaccia. «Siamo stati onorati della presenza dei direttori di ortopedia di due grandi ospedali di Tel Aviv, l’Assaf Harofe Hospital, i medici Rafael Gabrieli e Jacob Mor e Yigal Chechink del Wolfson Hospital per un confronto sul tema della chirurgia del femore nel paziente anziano – sottolinea Caraffa -. Un meeting di spessore che ha molto gratificato me ed i miei collaboratori. L’evento si è soffermato su temi ponderosi come quello del trattamento anestesiologico, fino alle evoluzioni storiche degli impianti con i diversi approcci in fase di tecnica operatoria». La fase pratica del convegno ha visto la delegazione israeliana effettuare alcune applicazioni pratiche durante alcuni interventi in “live surgery” eseguiti da Michele Bisaccia. Nello specifico sono state trattate fratture pertrocanteriche su pazienti anziani con chiodo endomidollare di ultima generazione, prodotti da un’azienda italiana i cui tecnici erano presenti per fornire un supporto tecnico e informativo. E’ intenzione degli organizzatori dare una cadenza annuale a simili iniziative, che ha visto l’adesione di 45 partecipanti . «Le prove pratiche effettuate in laboratorio con il gruppo di lavoro italiano e quello israeliano hanno sicuramente contribuito a rafforzare le conoscenze di tutti –osserva Bisaccia-. Ricerca e attività assistenziale presentata dalla nostra struttura escono rafforzate da iniziative come questa e riproporle è un nostro preciso impegno per dare un ulteriore segnale del valore della scuola di ortopedia dell’azienda ospedaliera di Perugia».
