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lunedì 17 maggio - Aggiornato alle 18:52

Impianto geotermico a Castel Giorgio, serve nuova autorizzazione del Governo: l’ha deciso il Tar

Nodo compatibilità ambientale, tribunale obbliga il Consiglio dei ministri a rinnovare il procedimento

Progetto di impianto geotermico a Castel Giorgio

Autorizzazione all’avvio di impianti pilota per il geotermico di Castel Giorgio, quando persiste il dissenso tra le amministrazioni interessate, rimessa alla valutazione del massimo organo di Governo. Questa la decisione del Tar del Lazio che, nella giornata di martedì 16 febbraio si è espressa, con diverse sentenze, in merito ai ricorsi presentati dalla Regione Umbria, dai Comuni di Acquapendente, Allerona, Bolsena, Castel Giorgio, Grotte di Castro, Montefiascone, Castel Viscardo, Orvieto, e dall’associazione Italia Nostra. Tra i ricorrenti, inoltre, proprietari di aziende, terreni e immobili localizzati in zone suscettibili di essere incise dalla realizzazione del progetto.

Geotermico Castel Giorgio Una delle più rilevanti criticità che i Comuni hanno denunciato, oltre a quelle sismiche, è quella che riguarda l’impatto dell’impianto pilota Castel Giorgio sui bacini idrogeologici e sugli acquiferi superficiali idropotabili del Lago di Bolsena e dell’Alfina, in quanto i pozzi di produzione sarebbero in grado di richiamare acqua, attraverso le faglie, dell’acquifero superficiale dell’Alfina, mentre quelli di reiniezione causerebberoo la risalita attraverso le faglie di fluido geotermico contenente arsenico e altre sostanze cancerogene nell’acquifero superficiale del Lago di Bolsena. Con la decisione del Tribunale amministrativo regionale del Lazio la Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrà rinnovare il procedimento volto a superare il dissenso in merito alla compatibilità ambientale dell’impianto pilota geotermico ‘Castel Giorgio’. «L’apporto delle Regioni interessate – ha altresì sentenziato il Tar – non può essere risolto nei termini di una mera forma, o di una potenziale partecipazione nominalistica, bensì va ricondotto ad un sostanziale confronto anche politico che attiene alla opportunità ed al merito amministrativ». Nel caso specifico ci sarebbe stato un mancato coinvolgimento sia della Regione Umbria che della Regione Lazio nella procedura che si è svolta presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

M5s «Esprimiamo soddisfazione per la pronuncia del Tar, in parziale accoglimento delle istanze dei Comuni coinvolti nel procedimento e delle associazioni, che si sono spese fin da subito per evidenziare le problematiche, non opportunamente valutate, del progetto per la realizzazione della centrale geotermica di Castel Giorgio, in relazione alla sismicità del territorio e dell’impatto ambientale sul Lago di Bolsena». Così i deputati del M5s, Gabriele Lorenzoni e Federica Daga, che aggiungono: «Tali elementi ci avevano spinto, nello scorso mese di giugno, a depositare un’interrogazione in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. Ora apprendiamo che l’autorizzazione per la realizzazione della centrale geotermica a Castel Giorgio è stata annullata dal Tribunale Amministrativo, che ha rilevato dei vizi meritevoli di accoglimento. Alla luce di questo, l’iter autorizzativo dovrà tornare in Consiglio dei Ministri e siamo sicuri che stavolta ci sarà maggior cura e perizia da parte delle Regioni interessate (Lazio e Umbria) nel chiedere, in quella sede, di valutare nuovamente le criticità ambientali che più volte abbiamo evidenziato, unitamente ai cittadini e alle istituzioni dei comuni coinvolti, a cui va il nostro ringraziamento per aver portato fino in fondo le loro giuste motivazioni».

 

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