di Ma. Gi. Pen.
La Regione Umbria dice ‘no’ all’impianto a biometano in località Ponte Caldaro (Narni). C’è la conclusione negativa del procedimento di Autorizzazione unica per la realizzazione e gestione.
Impianto biometano Ponte Caldaro La vicenda è ricapitolata nella determinazione dirigenziale della Regione Umbria. Nel luglio del 2024 la società Metanar srl aveva presentato «istanza di Autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio di un impianto per la produzione di 500 Sm3/h di biometano da fonti rinnovabili di origine agro industriale, con immissione in rete dello stesso, nonché energia elettrica e calore in
assetto cogenerativo per autoconsumo in configurazione off-grid, e relative opere ed infrastrutture connesse». Poi tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 sono state convocate due Conferenze dei servizi alle quali sono state invitate diversi soggetti. La conferenza dei servizi interna si è conclusa «con la formazione della posizione unitaria non favorevole all’approvazione del progetto». La società poi, nel corso del tempo, ha inviato diverse integrazioni.
Le posizioni Per quanto riguarda le posizioni delle amministrazioni intervenute nel procedimento, la Regione Umbria, agli esiti della conferenza dei servizi interna, «ha espresso parere non favorevole» così come il Comune di Narni. Mic-Sabap Umbria ha espresso «parere favorevole con prescrizioni di carattere paesaggistico e tutela archeologica»; Cmeu – Ministero della Difesa «ha espresso il proprio nulla osta con
prescrizioni»; il Ministero dell’Interno – Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Terni «ha espresso parere favorevole con prescrizioni». La Provincia di Terni «ha trasmesso una nota in cui vengono impartite delle prescrizioni di carattere paesaggistico e vengono rilevate carenze progettuali relative alla viabilità pubblica». Il consorzio di Bonifica Tevere-Nera «ha rilasciato parere favorevole con prescrizioni». La società ad aprile 2025 ha poi presentato delle memorie, ma la Regione nella determinazione mette nero su bianco che «non sono rilevanti» e ne spiega le motivazioni. La Regione Umbria quindi ritiene, «sulla base dell’esito della Conferenza di servizi, di dover concludere negativamente il procedimento di autorizzazione unica» per la realizzazione e gestione dell’impianto per la produzione di biometano.
M5S «L’impianto a Ponte Caldaro non si farà e ancora una volta il Movimento 5 Stelle ha fatto la differenza – scrive Luca Simonetti, presidente gruppo consiliare Movimento 5 Stelle – Assemblea legislativa dell’Umbria -. Oggi è una giornata importante per il nostro territorio e per tutti i cittadini che hanno a cuore l’ambiente e la salute delle nostre comunità. La Regione Umbria, con una decisione che salutiamo con grande favore e soddisfazione, ha negato l’Autorizzazione unica richiesta dalla società Metanar srl per realizzare un impianto di biometano in località Ponte Caldaro, nel comune di Narni. Come Movimento 5 Stelle e come parte integrante della maggioranza regionale, esprimiamo la nostra piena approvazione per questo esito, frutto di un percorso amministrativo rigoroso e di un’attenta valutazione delle criticità presentate dal progetto. La decisione di negare il procedimento di Autorizzazione unica, al termine di un iter procedurale rigoroso e basato sulla documentazione e sulle valutazioni tecniche e normative acquisite, ha tenuto conto dei vincoli specifici di salvaguardia idrologica intensiva e di tutela della permeabilità. Non siamo contrari a prescindere agli impianti, ma siamo contrari alle modalità noncuranti del territorio e in questo caso alle oltre 170 mila tonnellate di reflui zootecnici e altri sottoprodotti che avrebbero significato un danno enorme per l’area».
Narni «Il Movimento 5 Stelle di Narni accoglie con grande soddisfazione la notizia dello stop al progetto Metanar da parte della Regione Umbria per l’impianto di biometano previsto in località Ponte Caldaro – scrivono in una nota Arianna Antonini, Samuele Minciarelli e Luca Tramini Movimento 5 Stelle Narni -. Una decisione che rappresenta una chiara vittoria del territorio, frutto di un lavoro di squadra e di un ascolto reale delle comunità locali. Vogliamo innanzitutto ringraziare il Comune di Narni, e gli uffici, per il lavoro fatto ed il parere negativo espresso in conferenza dei servizi, che ha rappresentato un atto di responsabilità e coerenza a tutela della salute pubblica, della qualità della vita e dell’equilibrio ambientale di un’area già fortemente provata da decenni di pressione industriale. Un ringraziamento va anche agli uffici della Regione Umbria, che hanno saputo interpretare le preoccupazioni dei cittadini e riconoscere le criticità di un progetto che, per impatto e localizzazione, appariva del tutto inadeguato. La decisione finale dimostra che le istituzioni possono e devono cambiare rotta quando è in gioco la tutela del territorio, quando le ragioni delle comunità vengono portate avanti con determinazione e trasparenza».
Pd «Apprendo con soddisfazione l’esito della conferenza di servizi in merito al procedimento per l’impianto per la produzione di biometano in località Ponte Caldaro, a Narni – così in una nota Francesco Filipponi, consigliere regionale Dem -. La Regione, con un atto dirigenziale, ha adottato la conclusione negativa per il procedimento di Autorizzazione unica: un risultato voluto e sperato a lungo dai tanti cittadini dei territori comunali di Narni e San Gemini che avevano manifestato contro il nuovo impianto. Proprio sulle resistenze dei residenti avevo interrogato la giunta nel mese di gennaio, chiedendo delucidazioni sull’iter autorizzativo in corso ed i possibili sviluppi. Una decisione che, pur nel rispetto dell’iniziativa della società privata coinvolta, consente di salvaguardare i territori interessato a livello ambientale. Ringrazio per l’attività svolta in questi mesi l’assessore Thomas De Luca, gli uffici tecnici della Regione e del Comune di Narni».
Comune di Narni « Il Comune di Narni accoglie con soddisfazione questo esito, che rappresenta una vittoria della comunità e della difesa del territorio – scrive l’Ente in una nota -. Fin dall’inizio, l’amministrazione comunale ha seguito con grande attenzione l’iter autorizzativo, analizzando a fondo il progetto e individuandone le gravi carenze, soprattutto sotto il profilo tecnico e ambientale. Attraverso il lavoro costante degli uffici comunali – ai quali va un ringraziamento sincero per la professionalità e la dedizione dimostrate – è stato possibile produrre osservazioni puntuali e collaborare in modo costruttivo con gli altri enti coinvolti nel procedimento. Il Comune ha anche supportato i comitati cittadini nel predisporre osservazioni tecniche e puntuali all’interno delle procedure amministrative, sempre in modo responsabile e non strumentale. Quella contro l’attuale proposta è stata una battaglia di comunità, non di parte. È la dimostrazione che quando si lavora uniti, con serietà e trasparenza, si possono ottenere risultati concreti e duraturi».
