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martedì 24 maggio - Aggiornato alle 17:13

Il terzo settore è vera economia sociale: occorrono sempre più manager, via alla formazione

Partono i corsi gratuiti lanciati da Fondazione Cassa di Risparmio insieme a Human Foundation

Un corso gratuito dedicato agli innovatori sociali del territorio, dove imparare a diventare ‘Social innovation manager’, è l’iniziativa promossa da Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, in collaborazione con Human Foundation. Alla presentazione, moderata da Maria Concetta Mattei, direttore della scuola di giornalismo di Perugia, sono intervenute la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Cristina Colaiacovo, la presidente di Human Foundation Giovanna Melandri, Nicola Cabria, coo di Human Foundation e Stefano Zamagni, professore ordinario di Economia politica dell’Università di Bologna e tra i massimi esperti di economia sociale a livello nazionale.

L’iniziativa Si scommette quindi sull’economia sociale formando gli operatori del settore. Un mix di lezioni teoriche e laboratori pratici, basati sulla metodologia del “learning by doing”, su tematiche strategiche come teoria del cambiamento, valutazione d’impatto sociale, impact investment, fundraising. L’obiettivo? Potenziare le competenze di tutti gli operatori che lavorano sull’innovazione sociale e supportarli nel generare impatto. Per accedere all’iniziativa è necessario rispondere al bando, aperto fino al 10 marzo alle ore 18 e da oggi disponibile sul sito www.fondazionecrpg.com

Messaggi La presidente Cristina Colaiacovo ha detto che «il percorso formativo, incentrato sulla trasmissione di competenze teoriche e pratiche circa lo sviluppo di strategie di business ad alto impatto sociale, si inserisce all’interno del contesto della social innovation locale e nazionale, fornendo riferimenti utili a creare partnership con i principali stakeholder del mondo dell’economia sociale: terzo settore, pubblica amministrazione, settore privato, finanza e filantropia». Giovanna Melandri, presidente di Human Foundation ha sottolineato: «Stiamo vivendo in un contesto sindemico, caratterizzato dalla contemporanea presenza di diverse pandemie: sanitaria, economica, sociale, ambientale. Il Terzo Settore è uno degli attori chiave per rispondere ai nuovi bisogni emergenti. Saranno queste le figure che dovranno essere in grado di veicolare il cambiamento, massimizzando generativamente nelle proprie organizzazioni il profitto e il valore. L’economia sociale, però, ha bisogno di un salto di qualità e proviamo ad accompagnarlo con la formazione in una regione come l’Umbria che rappresenta da sempre un laboratorio di politiche sociali avanzate basate sulla collaborazione tra pubblico e privato». Così Stefano Zamagni: «Il Terzo Settore non è più mero esecutore di progettualità, ma sempre più protagonista di cambiamento sociale. C’è quindi bisogno di un investimento sul management, perché il Terzo Settore non si occupa di redistribuzione di risorse ma è, a tutti gli effetti, un settore produttivo. Non dobbiamo più parlare di operatori sociali, ma di imprenditori sociali, veri e propri attori economici che dobbiamo quindi formare e accompagnare in percorsi di rafforzamento delle competenze».

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