di Enzo Beretta
Otto progetti per 708 mila euro sono quelli portati avanti dalle Caritas diocesane dell’Umbria. E’ quanto emerge dal Rapporto 2016 Vasi comunicanti della Caritas su povertà ed esclusione sociale elaborato sui dati del 2015. Secondo le tabelle le Caritas nella nostra regione sono otto ma solo sette di queste hanno partecipato ai progetti – il 3,8 per cento di quelli italiani – per i quali è stato riconosciuto un contributo di 595 mila euro. Nel Centro Italia sono state 75, in tutto, le iniziative portate avanti.
Nel Centro Italia «Il dato osservato per zone geografiche – è spiegato – evidenzia come le Caritas diocesane del Centro abbiano proposto un numero maggiore di progetti ma per importi complessivamente inferiori rispetto agli interventi progettati nel Nord e Sud. Anche nel 2015 i destinatari prevalenti sono stati le famiglie (più di un progetto su quattro), le persone senza dimora (il 17,4 per cento dei progetti) e, i minori e gli inoccupati (entrambi per il 12,7 per cento)».
Il rapporto «I dati – è spiegato nel report – sono stati raccolti presso 1.649 centri di ascolto dislocati su 173 diocesi afferenti a 16 regioni ecclesiastiche (tra cui l’Umbria, ndr). Si tratta di un campione, seppur molto ampio, e non della totalità dei centri presenti in Italia. Rientrano nell’analisi centri di ascolto diversi, sia per dimensioni che per destinatari o tipo: piccoli centri di tipo parrocchiale ma anche strutture diocesane grandi e strutturate, semplici CdA o realtà più articolate, collegate a mense, centri di erogazione o strutture di accoglienza». Nell’Italia centrale si trovano il 35,6 per centro dei CdA e «le loro attività si basano per lo più sul volontariato di gente che per motivazioni e storie personali decidono di dedicare il proprio tempo ai poveri. Senza il loro prezioso contributo tutte le attività di promozione sociale, sensibilizzazione, formazione o advocacy non sarebbero possibili».
Cresce il numero degli italiani Nel 2015 le persone incontrate nei centri inclusi nella rilevazione sono state 190.465 (mediamente 115 a centro): al Nord e al Centro Italia «il volto delle persone aiutate coincide per lo più con quello degli stranieri. Anche le regioni del Centro Nord, tuttavia, nel corso degli anni hanno registrato un vistoso aumento del peso degli italiani». Nelle regioni del Centro rappresentano il 36,2 per cento del totale, gli stranieri invece il 63,2 (il rimanente 0,6 sono apolidi o con doppia cittadinanza).
Parità tra uomini e donne Tra gli stranieri prevalgono marocchini, seguiti da romeni, albanesi, ucraini, nigeriani, tunisini, senegalesi, peruviani, pakistani ed ecuadoriani. Questa distribuzione – è spiegato – rispecchia almeno in parte le statistiche degli stranieri regolarmente presenti in Italia secondo i dati Istat. Tra gli stranieri si conferma alta la percentuale di chi è in una situazione di regolarità giuridica, o perché in possesso di un permesso di soggiorno o cittadino dell’Unione europea. Rispetto al genere nel 2015 risulta esserci una sostanziale parità di presenze tra uomini e donne.
