Il parto indolore ,che da alcuni mesi viene attuato, con un servizio h 24 dalle S.C. di Ostetricia e Ginecologia del S.Maria della Misericordia è stato preso come modello di riferimento dalla trasmissione “Quello che…” realizzata da Rai Parlamento, in programma su Rai2 domani, sabato 4 Giungo, con inizio alle ore 10.50.
Il reportage Il reportage , firmato dalla giornalista Claudia Mondelli , prende in esame le varie fasi del parto indolore con interviste agli operatori sanitari impegnati nel servizio, anestesisti, personale infermieristico, ginecologi ed ostetriche. Sono anche previsti gli interventi del direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Walter Orlandi e della presidente della giunta regionale, Catiuscia Marini. «L’obbiettivo dell’Ospedale di Perugia è quello di contenere ulteriormente i parti cesarei, proponendosi, in questo primo anno, di raggiungere il 20% di parti indolore», ha detto Giuseppe Ambrosio, direttore sanitario dell’azienda ospedaliera perugina..
l servizio Il servizio entrerà in funzione alla fine di marzo ed ha, tra gli altri obiettivi, quello di ridurre il numero dei parti cesarei. Tanto per avere un’idea dell’incidenza del fenomeno in Umbria, nel 2010 i parti all’ospedale Santa Maria sono stati 2017 (566 le madri straniere) con 2070 bambini nati. Di questi oltre 2000 parti, il 37% sono cesarei. Nel 2011 invece, secondo i dati aggiornati a martedì mattina, i parti sono stati 353 con 365 bambini nati. «Uno degli obiettivi di questo servizio – ha spiegato in occasione della presentazione, il dottor Giuseppe Affronti, responsabile della struttura ostetrica – è quello di combattere la “tocofobia”, ossia la paura delle contrazioni, e quindi più in generale la paura del parto». A garantire il servizio ci penserà una task force di dieci-quindici persone tra ginecologi, anestesisti e ostetriche.
Ospedale senza dolore Il servizio si inserisce all’interno del più ampio quadro del progetto «Ospedale senza dolore»: «Avviato nel 2008 – spiega il direttore generale dell’Aziende Walter Orlandi – quindi in anticipo rispetto alla legge nazionale del 15 marzo 2010, prevede che la rilevazione del dolore diventi routine». Il progetto «Osd» prevede in sintesi un percorso di accoglienza del paziente e di umanizzazione, a partire dalla constatazione che il dolore è un sintomo importante che può diventare una patologia e quindi va curato con una specifica metodologia.

