Presentato in anteprima ad Expo 15, il progetto Wildlife econony-Nuovo Paleolitico di Bernardino Ragni, è stato selezionato per essere oggetto di discussione e dibattito al Congresso mondiale per la conservazione della natura e delle sue Risorse che l’Iunc (Unione internazionale per la conservazione della natura) costola operativa delle Nazioni Unite, organizza per il 6-10 Settembre 2016 ad Hawai’i.
Il progetto La filosofia della Wildlife economy elaborata da Bernardino Ragni , insomma, sembra essere sempre meno visionaria e sempre più vicina ai temi del dibattito internazionale. Gli organizzatori del congresso mondiale, tre revisori tecnici, hanno effettuato il primo vaglio, sul quale si è ulteriormente espresso il Forum strategic review panel. La proposta del ricercatore tre le 1.500 inviate ha quindi superato la selezione ed è stata ritenuta utile ai fini del meeting internazionale.
Wildlife economy La proposta griffata Ragni, esposta in un saggio di 128 pagine edizione Aracne, si basa sulla constatazione che la fauna selvatica è un prodotto della terra, quindi spontaneo, non coltivato o allevato direttamente dall’uomo, tuttavia non meno connesso alla terra di un allevamento di bovini, di suini, di polli; la terra produce vegetali dei quali si nutrono animali selvatici ed altri animali selvatici si nutrono dei precedenti; così come la terra produce le leguminose e le graminacee che l’uomo coltiva per alimentare bovini, suini e polli, dei quali si nutre.
Nuovo Paleolitico Nel documento presentato a Expo si legge: «Cinghiale, cervo, capriolo, daino, camoscio, stambecco, muflone, istrice, lepre, fagiano, starna, pernici, colombaccio, beccaccia, anatre, oche e molte altre specie, sono wildlife degli ambienti naturali, seminaturali, coltivati d’Italia, capaci di produrre costantemente e spontaneamente biomassa animale di prima qualità senza alcun intervento da parte di Homo sapiens. Nel Paleolitico ‘Uomo sapiente’ ha utilizzato appieno e lungamente le risorse naturali viventi, in particolare la fauna selvatica, così come si propone n presente Progetto. L’aggettivo ‘nuovo’ ne testimonia, tuttavia, l’approccio modernamente tecnico, scientifico e sostenibile».
Spiegazione «L’uso economico della fauna selvatica non si arresta alla fase primaria di produzione alimentare ad altissima qualità nutrizionale e organolettica, ma prosegue e si espande alle attività: venatoria, naturalistica, culturale, scientifica, didattica, educativa, formativa, ricreativa, hobbistica, turistica, trofeistica, oggettistica, dei pellami, et cetera. Tutti usi che, opportunamente organizzati e programmati, sono reciprocamente compatibili e capaci, anch’essi, di generare reddito e occupazione. Da ultimo, ma non ultimo: il Nuovo Paleolitico non deve essere considerato antagonista o concorrente dell’attività agronomica, bensì: complementare, integrativo e succedaneo; inoltre la terra investita dal NP conserva e accresce le sue potenzialità per l’uso agronomico».
Bernardino Ragni Nato in Umbria, a Spoleto, già ricercatore di biologia animale e professore di zoologia ambientale e di gestione faunistica presso l’Università degli Studi di Perugia, è esperto di biologia e conservazione dei tetrapodi, uso sostenibile e conservazione delle risorse naturali viventi, del paesaggio e del territorio. Autore e coautore di oltre 170 pubblicazioni scientifiche e specialistiche, è membro della Species survival commission e del Cat specialist group dell’Iucn, The world conservation union, nonché fondatore della Società di biologia ambientale.
