Brunangelo Falini

di M.T.

Chi si è imbattuto nel campo dell’ematologia, e più in particolare della leucemia, non solo in Umbria ma in generale in Italia e nella ricerca internazionale, non necessita che gli venga descritto chi fosse Brunangelo Falini. Giornalisticamente definito un luminare il professore che rappresenta uno dei grandi nomi della medicina umbra e dell’ospedale perugino, è ritornato a studiare.

Ad accorgersi di lui tra i banchi dell’università sono stati alcuni giovani che incuriositi dalla presenza di un assiduo studente attempato ma attento e curioso hanno provato a chiedergli chi fosse. Nel raccontarlo a Umbria24 hanno sottolineato come il prof provasse quasi pudore nel descriversi, trovandosi tuttavia obbligato a lasciare scorgere qualcosa di lui. Ha detto quindi di avere diretto la struttura di Ematologia dell’ospedale perugino. E’ stata poi la curiosità degli studenti a riuscire a tratteggiare un profilo più completo di quello studente seduto tra i banchi dell’università, tutt’altro che impacciato ma quasi divertito dalle lezioni che segue.

Per i curiosi lo studente Brunangelo Falini segue le lezioni di Antropologia filosofica, al corso magistrale di Filosofia, indirizzo Filosofia e storia. Il professore Falini invece è stato direttore per undici anni della struttura complessa di Ematologia e trapianto di midollo osseo. Professore ordinario di Ematologia dell’Università degli Studi di Perugia e direttore della Scuola di specializzazione in ematologia, è autore di oltre 350 pubblicazioni scientifiche. La sua attività di ricerca, riconosciuta a livello mondiale, lo ha portato a numerose scoperte nel campo dei linfomi e delle leucemie grazie agli anticorpi monoclonali e, più di recente, mediante un approccio di sequenziamento completo del genoma tumorale. Tra i prestigiosi premi conferiti a Falini a livello internazionale, c’è il “Josè Carreras Award” (il massimo riconoscimento in ematologia in Europa), il “Karl Lennert Medal” (prestigioso riconoscimento mondiale per la patologia dei tumori del sangue) e il “Prize for Excellence in Medicine” dell’American italian cancer foundation (Aicf).

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