lunedì 25 maggio - Aggiornato alle 03:15

Il grido delle coop sociali: «Amministrazioni sblocchino pagamenti, migliaia di lavoratori a rischio»

Cgil, Cisl e Uil insieme a Confcooperative, Legacoopsociali e Agci scrivono alla Regione: «Dare attuazione a quanto previsto nel decreto»

Una cooperativa sociale

«Una situazione realmente esplosiva per migliaia di lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali». I sindacati dei lavoratori della cooperazione sociale, Fp Cgil, Fp e Fisascat Cisl e Uil Fpl, insieme alle centrali cooperative Confcooperative, Legacoopsociali e Agci, hanno inviato alla presidente della Regione Donatella Tesei, e agli assessori, per sollevare il tema delle coop sociali che, a causa della pandemia di nuovo coronavirus, stanno rischiando il default. Il problema nasce dal fatto che con lo stop di tutti i servizi educativi e scolastici e di molti servizi socio-sanitari e socioa-ssistenziali svolti dalla cooperazione sociale, molte amministrazioni pubbliche hanno interrotto anche i pagamenti. Per questo il decreto Cura Italia ha esplicitamente previsto l’autorizzazione per le pubbliche amministrazioni al pagamento dei gestori privati dei servizi , 1sulla base di quanto iscritto nel bilancio preventivo».

La lettera Sindacati e cooperative chiedono dunque che le amministrazioni procedano con i pagamenti: «Infatti – spiegano sindacati e centrali cooperative – la disposizione contenuta nel decreto Cura Italia impone il pagamento, che peraltro, avrà ricadute estremamente positive sui lavoratori impegnati in queste attività e sulla cooperative sociali che a causa dell’emergenza sono a rischio di default. Inoltre – proseguono – tale misura, avrà effetti positivi sull’intero sistema economico regionale, perché ridurrà l’utilizzo da parte delle cooperative sociali del Fis e della Cassa integrazione in deroga, liberando risorse a favore degli altri lavorati dell’Umbria».

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