Dopo mesi di incertezza e discussioni, il governo guidato da Giorgia Meloni sta facendo marcia indietro rispetto ai tagli drastici alle agevolazioni fiscali per la casa previsti nella legge di bilancio 2026. La viceministra dell’Ambiente, Vannia Gava, esponente della Lega, ha annunciato che è allo studio un aumento delle detrazioni per le ristrutturazioni, con l’obiettivo di portarle al 50%, rispetto all’attuale 36%. Si valuta inoltre di accorciare il periodo di detrazione da dieci a cinque anni, rendendo gli incentivi più immediati e convenienti per le famiglie e il settore edilizio. Queste misure mirano a sostenere la riqualificazione abitativa e urbana, pur nel rispetto dei vincoli di bilancio pubblici.

Attualmente la detrazione per le ristrutturazioni sull’abitazione principale è al 50% fino al 31 dicembre 2025, mentre per il 2026 si prevedeva una riduzione al 36% per la prima casa e al 30% per le seconde case, con un tetto massimo detraibile di 96 mila euro ripartito in 10 quote annuali. L’eventuale proroga e recupero delle misure precedenti come il Superbonus 65%, il bonus barriere architettoniche e il bonus mobili implicherebbe coperture superiori a un miliardo di euro.

Parallelamente, nel campo fiscale, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha confermato l’impegno del governo a sostenere il ceto medio, intervenendo sull’Irpef per la fascia di reddito tra 28 e 50 mila euro, potenzialmente estesa fino a 60 mila, con una diminuzione dell’aliquota dal 35% al 33%. Questa manovra interesserebbe circa 13,6 milioni di contribuenti e potrebbe essere accompagnata da una revisione delle detrazioni in base alla composizione familiare, per favorire in particolare i nuclei numerosi.

Nel frattempo, il segretario della Lega Matteo Salvini ha sottolineato come gli aumenti salariali e la rottamazione delle cartelle esattoriali rappresentino fondamentali strumenti di sollievo per il ceto medio. Salvini ha anticipato che la quinta rottamazione avrà criteri selettivi per escludere gli evasori e sostenere principalmente chi ha effettuato dichiarazioni ma fatica a pagare. Un ulteriore nodo riguarda la questione delle banche: il leader leghista si dice favorevole a un intervento che limiti i guadagni del settore bancario per destinare risorse alle imprese in difficoltà, pur nel contrasto con Forza Italia.

Sul fronte delle controversie fiscali, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si è espresso a difesa della privacy dei contribuenti, stoppando l’idea di un accesso massivo da parte del fisco ai conti correnti. Nonostante la commissione istituita presso il Mef abbia proposto strumenti più penetranti per il recupero coattivo dei crediti tributari, Giorgetti ha definito tale ipotesi come una «vecchia proposta» non praticabile allo stato attuale. Questa decisione arriva in un contesto politico interno delicato, con critiche da più parti, compresa Italia Viva, che accusa il governo di voler intensificare il controllo fiscale sulle risorse private.

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