di Marco Torricelli
Più che una proposta è un manifesto. A firmarlo sono tre sindaci, quelli di Narni, Francesco De Rebotti; di Amelia, Riccardo Maraga e di Lugnano in Teverina, Nadia Moretti, che sposano la piattaforma elaborata dai sindacati confederali dei pensionati e che individua un quadro di «iniziative tese al loro buon governo in una ottica di coinvolgimento attivo e di promozione del benessere diffuso».
La prevenzione L’obiettivo è quello di favorire «politiche per la prevenzione del disagio psicofisico e sociale, per la tutela delle persone non più autosufficienti, con la convinzione che questa fascia sociale rappresenta un valore e una risorsa per lo sviluppo e la coesione della comunità intera», anche attraverso «almeno due occasioni annuali di incontro» tra le istituzioni locali e i sindacati. Entro il mese di febbraio, verrà organizzata una conferenza partecipativa, con l’obiettivo di «un progetto di zona coordinato ed esteso alla intera comunità della zona sociale».
Fondi non pervenuti Per il territorio del distretto sociosanitario del Narnese-Amerino, risultano stanziati due milioni di euro di risorse nel periodo 2008-2011, ma i sindacati ricordano che «non sono pervenute informazioni di ricadute reali, in termini di potenziamento dell’Assistenza domiciliare integrata e di concessione di assegni di sollievo, né di realizzazione di strutture semidomiciliari o del centro diurno Alzheimer previsto» e che «la recente relazione dell’amministrazione regionale certifica questo esito critico». In riferimento all’intera Asl 4, infatti, «si riporta che l’utilizzo dei fondi si attesta sul 50% delle risorse assegnate».
L’ospedale La realizzazione del nuovo ospedale di Narni-Amelia, secondo sindacati e sindaci «è una necessità per risolvere il problema dello stato precario dei due ospedali esistenti e deve concorrere ad integrare le funzioni della struttura di Terni e della rete regionale, associando alla funzione di ospedale di comunità una funzione specifica per la riabilitazione, sulla quale in ambito provinciale esiste una capacità inferiore alla domanda, contenuti tra l’altro già presenti nel progetto del nuovo presidio ospedaliero».
