di En.Ber.
Temono che al «pacco di Vietti» segua la «deportazione del personale amministrativo». Perché quello della Giustizia – secondo Biagio Scialò del sindacato Usb – è «l’unico ministero che fa riforme a costo zero». Dice il sindacalista: «Durante la guerra tra la politica e la magistratura si sono rotte le ossa dei cancellieri. Noi non vogliamo che la Giustizia venga privatizzata».
«Deportazioni di personale» Si è tenuta stamani in piazza Matteotti l’assemblea dei lavoratori della Corte d’appello. Il personale amministrativo, alla luce della Commissione sulla riforma dell’ordinamento e dei tagli a corti d’appello e dei tribunali, intravede lo spettro dei trasferimenti. Lorella Manfroni dell’Rsu parla di possibile «deportazione del personale» ma non c’è alcuna certezza sul futuro. Positiva o negativa.
«Il pacco di Vietti» Il testo consegnato dalla Commissione al ministro Andrea Orlando è stato ribattezzato da Scialò come «il pacco di Vietti»: «La Commissione si è insediata nel 2015 – ha spiegato stamani – e ha lavorato in silenzio, sentito alti giudici, ha assunto informazioni Istat e altro. L’obiettivo? Ridurre i distretti di Corte d’appello».
«Riforme a costo zero» D’Altronde «il ministero della Giustizia è l’unico che fa riforme a costo zero – insiste Scialò -. Tutto gira attorno all’economia e non sulla razionalizzazione». Dopo le chiusure delle sezioni distaccate le cose vanno meglio? «Neanche per sogno: i tempi dei processi sono più lunghi e la qualità di lavoro del personale è peggiorata. I lavoratori si stressano, ci sono stati casi di tumori e non è casuale».
Giovani di 45 anni Ancora: «A livello centrale ci garantirono che con la chiusura delle Province sarebbero arrivati rinforzi ma nelle nostre cancellerie non si è visto nessuno. I dipendenti più giovani hanno 45 anni, non ci sono concorsi da 25 anni e in questo settore forse più che in ogni altro l’esperienza insegna cose che non si imparano all’Università. Cose da tramandare ai giovani che purtroppo non ci sono».
«Scompare il tribunale di Spoleto» Secondo quanto emerso dal confronto di stamani «il tribunale di Spoleto è destinato a scomparire, il carico verrà suddiviso tra Perugia e Terni. La regola dei tre tribunali per far rimanere in piedi Perugia secondo la Commissione si può tranquillamente superare. Ora però è tutto fermo perché ci saranno le elezioni amministrative…».
Un piede nella fossa «Scioperare? Costa 60 euro al giorno, ho tre figli e cento euro in più o in meno alla fine del mese si fanno sentire…». Conclude Scialò: «Il vecchio presidente della Corte, Wladimiro De Nunzio, provò a compattare le forze politiche per preservare il distretto di Perugia. Si parla della soglia di un milione di abitanti, noi ne abbiamo 850 mila e siamo con un piede di qua e un altro di là».
