I Lefebvriani ad Econe, in Svizzera, hanno ordinato quattro nuovi vescovi. L’atto, come spiega Ansa, comporta la scomunica automatica e conseguentemente lo scisma dalla Chiesa cattolica.



La Fraternità Sacerdotale San Pio X, si legge nel sito fsspx.com, «è una società di sacerdoti cattolici, fondata dall’arcivescovo Mons. Marcel Lefebvre (1905-1991) in Svizzera nel 1970». «La Fraternità fu eretta canonicamente a Friburgo (Svizzera) il 1° novembre 1970 dal vescovo del luogo Mons. François Charrière. Oggi conta opere e fondazioni in oltre 60 paesi e 5 continenti, 6 seminari internazionali per la formazione dei sacerdoti».

Lo scisma si profila a 38 anni di distanza dalla prima volta e dopo un appello inascoltato da parte di Papa Leone XIV. Prevost nei giorni scorsi ha indirizzato al superiore dei Lefebvriani, reverendo don Davide Pagliarani, una lettera diffusa sul sito della Santa Sede. «La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità – un passaggio della missiva -. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato. Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione. La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo. Prego per voi, perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità».

All’appello del Papa ha risposto don Pagliarini, la missiva è stata diffusa sul sito fsspx.com ed è datata 30 giugno: «La ringrazio moltissimo per la lettera che mi ha indirizzato. Sono toccato dalla Sua sollecitudine paterna. Da tempo avrei desiderato avere l’occasione di incontrarLa, per esprimerLe e manifestarLe personalmente il nostro desiderio sincero di servire la Chiesa. Purtroppo, non c’è stata l’occasione. Le chiedo solo di considerare l’autenticità di questa intenzione, che non è per nulla fittizia. Paradossalmente, ci sembra nostro preciso dovere, nel contesto attuale, fare il possibile per ricucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con uno spirito autenticamente cattolico. Le chiedo solo di considerare l’autenticità di questa intenzione, prima di prendere una decisione sulla Fraternità San Pio X. Non è troppo tardi. Lungi da noi l’idea di separarci dalla Chiesa Romana: al contrario, la vogliamo servire attraverso mezzi eccezionali», un passaggio della lettera che poi continua: «Mi permetto di chiederLe filialmente di prendere il tempo necessario per questo discernimento». Oggi, primo luglio, i Lefebvriani hanno mantenuti il punto e consacrato i nuovi vescovi.

La Fraternità Sacerdotale San Pio X a inizio giugno aveva annunciato il tradizionale pellegrinaggio nazionale da Bevagna ad Assisi, in programma il 5 e 6 settembre 2026.



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