Monsignor Fellay e papa Benedetto XVI

di D.B.

Monsignor Bernard Fellay, capo dei tradizionalisti lefebvriani, mette una pietra tombale sull’incontro interreligioso che Benedetto XVI ha convocato ad Assisi 25 anni dopo la giornata di preghiera voluta da papa Giovanni Paolo II. «I cattolici – ha detto Fellay in un’intervista al sito dei lefebvriani francesi La Porte Latine – dovrebbero pregare il buon Dio affinché quest’incontro non si faccia, e in ogni caso cominci già ora a porre riparo».

La «scomunica» dello scomunicato L’ecumenismo di papa Ratzinger insomma, non piace all’ultratradizionalista Fellay, scomunicato nel 1988 perché consacrato senza mandato pontificio da Marcel Lefebvre, atto che la Chiesa considera scismatico. Da qui la scomunica di Fellay latae sententiae, cioè una scomunica «automatica» per il solo fatto di essere stato consacrato senza mandato. Scomunica rimessa poi da papa Benedetto nel gennaio 2009, mentre resta la sospensione a divinis.

Impossibile pregare insieme Benedetto XVI, secondo Fellay, «intende l’ecumenismo nella stessa maniera» di Giovanni Paolo II. Un modo che, evidentemente, non incontra i favori di monsignor Fellay, pronto a portare le sue rimostranze di fronte al papa: «Se l’occasione mi verrà data e se potrà portare dei frutti, perché no?». «Egli dice bene – sostiene Fellay riferendosi a Ratzinger -: è impossibile pregare insieme. Ma bisogna vedere che cosa intenda esattamente». E quando «ne dà una spiegazione», per Fellay «spacca il capello in quattro». «Cerca – aggiunge – di giustificare Assisi. Sono curioso di vedere come questo sarà possibile il prossimo ottobre». Ad Assisi comunque secondo Fellay «si cercherà di fare il minimo perché, ancora una volta, per l’attuale Papa, è impossibile che gruppi differenti possano pregare insieme se non riconoscono il medesimo Dio. Ci si domanda dunque, ancora e sempre – prosegue -, che cosa potranno fare insieme».

Forse Ratzinger ha subito pressioni Una distinzione in realtà nella sua intervista Fellay cerca di farla. Per il monsignore il pregare insieme per una pace civile non comporta alcun tipo di problema: una cosa, insomma, è cercare la pace civile, un’altra quella religiosa. L’ostacolo principale, secondo Fellay, è quello che l’11 ottobre prossimo si riuniranno persone che non si riconoscono nel medesimo Dio. Il superiore della Fraternità Sacerdotale San Pio X dice di vedere come «un mistero» il fatto che Ratzinger, assente all’incontro di Assisi del 1986, ora voglia commemorarlo ripetendolo. «Forse ha subito pressioni o influenze – dice mons. Fellay -. Probabilmente è spaventato dagli atti anti-cristiani, dalle violenze anti-cattoliche: le bombe in Egitto, in Iraq». Per il prelato ultra-tradizionalista dunque, una nuova Assisi «è un atto non dico di disperazione, ma cui manca disperatamente una causa».

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