di MA.T. e Ma. Ma
«Qui c’è il calvario, qui c’è il Golgota, ma qui c’è anche la Pasqua di resurrezione»: don Pietro Ortica davanti alla piccola bara bianca in una chiesa gremitissima, tanto che molta gente è stata costretta a rendere l’ ultimo saluto ad Andrea Marcinno’ sostando sul sagrato, ha dato un significato messaggio alle viscere strappate che univano il piccolo ai suoi cari, a mamma Laura, a papà Nicola, alle sorelline Roberta e Federica.
IL VIDEO, POCO DOPO L’INCIDENTE.
La celebrazione Circa 1.500 persone ai funerali, con tantissime persone in piedi all’esterno nonostante la particolare mattinata fredda. Nelle prime file della chiesa di S.Maria di Colle, i familiari, alcuni provenienti anche dalla Sicilia, terra d’origine dei genitori di Andrea e tanti, tantissimi amici, bambini della scuola elementare, genitori, autorità civili e militari: il sindaco Wladimiro Boccali, che è tornato a testimoniare alla famiglia la solidarietà della città, il comandante dei Vigili Urbani Nicoletta Caponi, il comandante della compagnia di Perugia, Giovanni Cuccurullo per esprimere il loro cordoglio al generale Marcinnò, che per molti anni ha diretto il reparto investigativo dell’Arma nel cappoluogo umbro.
La volontà dei familiari Tanto dolore, molta partecipazione e fiori bianchi, anche se la famiglia ha chiesto che le offerte raccolte fossero destinate a sostenere una onlus -Ge.Bi.Sa- che sostiene le mamme in difficoltà.
La testimonianza «Mai vista tanta gente nella nostra chiesa come per i funerali di questo angelo», ha detto un parrocchiano di don Pietro, che abita proprio nel quartiere di via dei Filosofi, una partecipazione che ha come spiegazione non solo l’apprezzamento per la famiglia colpita dal lutto, ma il desiderio di molti di riflettere sulla vita, come lo stesso celebrante ha voluto sottolineare a chiusura della sua omelia: «Usciamo tutti cambiati da ciò che è successo, Andrea corre felice in cielo e sarà lui a guidare tutti negli affanni della guida quotidiana».
Raggi di sole Solo quando la piccola bara è uscita dalla chiesa per entrare nel carro funebre, si è sciolta la commozione generale con un applauso e con il lancio di palloncini bianchi fatto dai compagni di scuola delle sorelline di Andrea, mentre la mattinata gelida, quasi all’ improvviso, si è intiepidita con luminosi raggi di sole. Ora Andrea riposa nel cimitero di S.Martino in campo, ed è certo che sulla sua tomba non mancherà mai un fiore. Magari chissà che, in maniera silenziosa, a deporne uno sarà anche il giovane dell’Equador che guidava l’auto che ha spezzato la vita a un angelo, per il quale Don Pietro ha invitato la comunità a pregare, «con l’apporto della misericordia e del perdono dei genitori di Andrea».
