Calabrese, Marconi e Sassaroli (foto U24)

di Daniele Bovi

Tenere pulita Perugia costa alle tasche dei cittadini ogni giorno 100 mila euro e la speranza, «un auspicio» l’ha chiamato martedì pomeriggio l’assessore Francesco Calabrese, è che si vada verso una riduzione del 5% ogni 12 mesi per i prossimi tre o quattro anni. Le cifre sono emerse martedì durante la seduta della commissione sulla revisione della spesa guidata da Calabrese che sarà l’ultima del 2014: a gennaio si recupereranno un paio di quelle perse nelle settimane scorse e poi, a fine mese, la relazione in cui si tireranno le somme. Secondo i dati del consuntivo discussi martedì, nel 2014 il costo del servizio è stato di 36 milioni 346 mila euro, quindi 100 mila euro al giorno tra servizi di smaltimento (31,3 milioni), «altri servizi di base o accessori» come le pulizie dei mercati o delle caditoie (586 mila euro) e quelli opzionali.

I conti Questi ultimi sono costati 1,6 milioni di euro e riguardano la pulizia delle fontane storiche (47 mila euro, servizio ora svolto dal cantiere comunale), lo spazzamento fatto durante giorni di festa (380 mila euro), il ritiro degli ingombranti a domicilio (altri 380 mila euro) e i grandi eventi che si svolgono in città (285 mila euro). A Calabrese è stato chiesto se è possibile ‘caricare’ quest’ultima voce su chi li organizza e l’assessore ha risposto che «se ne potrebbe parlare in giunta. Di sicuro il 2015 sarà un anno complicato». Come a dire che tutti dovranno fare la loro parte. Nel complesso il ‘conto’ presentato da Gesenu dal 2011 (30,2 milioni) al 2014 è salito del 16,7%. In particolare è cresciuto il costo della raccolta differenziata, la cui percentuale è anch’essa lievitata nel corso degli anni.

Differenziata Un metro cubo costava 5.118 euro nel 2011 e 5.553 nel 2014, con le quantità passate da 1.792 a 3.018 metri cubi. Per la differenziata quindi i cittadini hanno sborsato 9,2 milioni di euro nel 2011 e 16,8 nel 2014, con un aumento del 45,3%. Stabili invece intorno agli 1,9 milioni di euro i costi amministrativi per accertamenti, riscossioni e contenziosi. «Auspico – ha detto Calabrese – che si possa andare verso una riduzione del costo del servizio del 5% all’anno per i prossimi tre o quattro anni, dando magari vita a partire dal 2015 a un fondo per la svalutazione dei crediti relativo alla morosità». Morosità «strutturale» secondo il nuovo presidente della società Luca Marconi, presente martedì insieme al direttore generale Giuseppe Sassaroli, e che in certi casi ha riguardato pure università, scuole e Provincia.

Ravenna Sul tavolo Calabrese ha posto il caso di Ravenna. Attraverso un confronto fatto con i dati di Open Civitas è emerso che in una città confrontabile a Perugia come quella romagnola nel 2010 si sono spesi 25 milioni mentre a Perugia 31. Numeri e voci ovviamente da approfondire nel dettaglio ma dei quali Calabrese ha parlato come per mettere in evidenza che qualcosa si può fare. Di suo l’azienda, che in questi giorni sta discutendo il Piano economico-finanziario 2015 da consegnare al Comune di Perugia, ha spiegato che la bolletta sarà alleggerita di un milione grazie alla minor frequenza di raccolta della carta. «Per quanto ci riguarda – ha concluso Marconi – la struttura deve essere sicuramente efficientata».

Arriva il piano industriale Mercoledì poi l’azienda presenterà il suo nuovo piano industriale, atteso da molti mesi e secondo l’ad Silvio Gentile «di grande rilevanza industriale e sociale». La combinazione di recupero di redditività, stabilizzazione e riequilibro finanziario e di un assetto organizzativo più funzionale, rappresentano la formula per il rilancio del ciclo degli investimenti». «Una risposta alle nuove domande di servizi – dice poi Marconi in una nota dell’azienda -, al target di sostenibilità a livello ambientale, sociale ed economico, un avvicinamento ulteriore alle istanze della comunità».