«Realizzare un cantiere per l’eolico legato alle attività di Ast Terni per coniugare la domanda di energia verde dell’industria con la potenziale creazione di filiere energetiche avanzate». Questa la sfida lanciata da Gianni Di Mattia, presidente del Circolo Verde Nera Terni Narni Stroncone; un progetto ipotizzato in linea con le indicazioni nazionali di Legambiente sull’importanza dell’eolico nel mix energetico italiano.
Sull’introduzione delle misure di Energy Release 2.0, Legambiente dichiara: «Questo meccanismo può rappresentare un’opportunità concreta per sostenere la transizione delle grandi imprese verso modelli produttivi decarbonizzati e ridurre la dipendenza dai prezzi volatili dei mercati energetici. Permangono però profondi limiti di visione energetica della politica regionale. È necessario accelerare la transizione ambientale dell’industria. Interventi che agiscono solo sul prezzo dell’energia, senza vincolare le imprese a una trasformazione profonda dei propri modelli produttivi e delle fonti di approvvigionamento, rischiano di essere misure tampone, incapaci di affrontare la crisi climatica, la dipendenza energetica e la competitività di lungo periodo del sistema industriale umbro.
La riflessione prende corpo nel momento di crisi della Sangraf di Narni Scalo, alla quale è affidato il progetto hydrogen valley umbra finanziato con fondi Pnrr, al momento l’unico in Umbria per la produzione di idrogeno rinnovabile, da impianto fotovoltaico: «È fermo, con l’azienda inattiva, in cassa integrazione e in crisi. Questo stato di fatto contrasta con gli sforzi regionali di promuovere l’idrogeno come elemento chiave della transizione energetica, come testimoniato dal recente ‘Progetto Bandiera’ dedicato ai progetti di idrogeno verde (10 milioni stanziati per iniziative innovative)».
Legambiente Umbria invita le istituzioni locali e regionali umbre a: «concretizzare percorsi industriali innovativi, con piani infrastrutturali chiari per l’eolico e l’idrogeno verde, superando i ritardi autorizzativi e la frammentazione delle politiche; garantire che i finanziamenti pubblici si traducano in progetti attivi e occupazione locale, senza lasciare spazi vuoti o imprese in difficoltà; integrare la tutela paesaggistica con la transizione energetica, seguendo la legge sulle aree idonee alle rinnovabili in discussione in Regione, ma evitando che si traduca in una rinuncia agli obiettivi climatici; individuare la necessità di un percorso ancora più deciso sull’abbattimento delle emissioni industriali, anche realizzando l’Indagine Epidemiologica tra Terni e Narni, come da impegni nel Protocollo sul miglioramento della qualità dell’aria del 2018, finanziato dal Ministero dell’Ambiente, firmato anche da Regione e i due Comuni. È tempo di passare dalle parole ai fatti: la transizione energetica deve essere un’opportunità per il territorio, per l’ambiente e per le comunità umbre».
