lunedì 28 settembre - Aggiornato alle 08:00

Hate speech e revenge porn: dall’Umbria l’invito ad intervenire su contenuti violenti e sessisti online

L’incontro in diretta Fb con Cathy La Torre, attivista per i diritti civili e cofondatrice della campagna ‘Odiare ti costa’, per approfondire il lato oscuro e insidioso dei social network

Sono tante le insidie della rete

Martedì 30 giugno, alle ore 17.30, si terrà l’incontro, in diretta facebook, con Cathy La Torre – avvocata, attivista per i diritti civili, cofondatrice della campagna “Odiare ti costa” e dello studio Legale Wild Side Human First – che parlerà delle nuove frontiere dei contenuti violenti e sessisti online: conoscere per difendersi e reagire. L’appuntamento, rivolto sia ai ragazzi, che a genitori, insegnanti ed educatori in genere, fa parte del progetto internazionale Erasmus + “IN-EDU – INclusive communities through Media literacy & Critical Thinking EDUcation” capitanato dall’azienda umbra FORMA.Azione, che da anni si occupa di formazione, welfare, e diritti civili. Il progetto “IN-EDU” nato per potenziare buone pratiche di alfabetizzazione mediatica ed educazione al pensiero critico, è realizzato con altri 5 partner europei provenienti da Italia, Bulgaria, Francia, Croazia e Slovenia.

Rischi delle rete Essere in rete significa essere esposti a diverse modalità di comunicazione che spesso possono sfociare in un linguaggio violento, che usa l’identità delle persone, la fisicità, per attaccarle. Le giovani generazioni e gli stessi genitori, non sono preparati all’uso che nel web ed in particolare nei social, può essere fatto di immagini personali e contenuti più o meno privati, da chi malintenzionatamente si presta ad attacchi violenti ed alla divulgazione di contenuti privati.

Telegram e il revenge porn Se ne parlerà quindi con Cathy La Torre, che porterà gli utenti dentro il caso Telegram. Telegram è un servizio di messaggistica istantanea, il più diffuso tra i giovani e giovanissimi/e, e permette di essere usato in completo anonimato, senza fornire né dati personali né recapito telefonico. Con oltre 43mila iscritti in due mesi, 21 canali tematici collegati e un volume di conversazioni che si aggira sui 30mila messaggi ogni giorno, Telegram si sta rivelando il più grande network italiano di revenge porn (una forma di vendetta virtuale pornografica) e di scambio di materiale pedopornografico.

Farsi valere e denunciare Da circa un anno, l’Italia si è dotata di una legge per contrastare il fenomeno del revenge porn, uno strumento giuridico prezioso, che riconosce finalmente la necessità di tutelare le vittime di violenza su internet e che prevede una reclusione fino a 6 anni e multe da 5mila a 15mila euro. Cathy La Torre parlerà di un utilizzo più consapevole dei social e del web ed orienterà chi ha subito hate speech, diffamazione, cyberbullismo, revenge porn, minacce o offese alla propria persona su come è possibile farsi valere e denunciare. Per maggiori informazioni guarda qui.

I commenti sono chiusi.