di M.T.
A giugno la prima selezione con solo il 30% degli aspiranti avvocati ammessi alla prova orale, a ottobre il verdetto finale e venerdì scorso il giuramento davanti ai magistrati della corte d’Appello: una scorsa all’elenco dei neo avvocati dell’Umbria ed ecco che Giulia Di Candilo risultata essere oltre che la più brava, anche la più giovane.
Chi è Laurea in legge a 23 anni, esami dopo 18 mesi di praticantato, e record raggiunto. Scorrendo gli elenchi anche di altre regioni, il record resiste: un risultato che inorgoglisce la famiglia e obbliga la diretta interessata a spiegare una performance che contrasta con le storie dei ‘fuoricorso’. «Sono stata avvantaggiata dall’aver anticipato di un’anno le elementari e di essere riuscita a laurearmi nella prima sessione – racconta il neo avvocato, classe 1990 -. Di solito ci si laurea in giurisprudenza a 25 anni e se il concorso va bene, due anni dopo si prova la gioia di coronare il sogno tanto desiderato».
Come Giulia Bongiorno Tanta precocità è forse motivata da qualche rinuncia? «Si pensa comunemente che per riuscire negli studi sia indispensabile passare tanto tempo sopra i libri -aggiunge Giulia -, non nego che sia così, ma in primo luogo occorre la motivazione, il piacere di apprendere argomenti nuovi, aver appetito del sapere. Sacrifici occorre farne, ma c’è tempo per tutto, divertimento, sport e amicizie». Punti di riferimento nella professione? «Si può imparare da tutti, ma l’avvocato Bongiorno resta per i giovani un modello di riferimento». Svolgendo pratica con l’avvocato Luca Maori, Giulia ha avuto modo di incrociare l’avvocato più famoso d’Italia, in occasione del processo a Raffaele Sollecito.«Abbiamo in comune nome e data di nascita , 22 marzo, e anche questo mi piace. Dicono che la caratteristica principale del segno dell’ariete sia la tenacia e quella proprio non mi manca».
