Caro Don Matteo torna a casa, cioè a Gubbio. La città dei Ceri non si arrende allo spostamento a Spoleto della seguitissima serie del prete detective e così il nuovo sindaco, Filippo Maria Stirati, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera ai produttori della Lux Vide in cui confida «che si possano riallacciare collaborazioni e intenti, affinché possiate tornare, in qualunque forma riteniate possibile, a Gubbio. Per quanto è nelle mie possibilità, vorrei poter lavorare e impegnarmi per questo obiettivo».
La lettera di Stirati alla Lux vide Anche se già da settimane Spoleto sembra destinata a ospitare la decima stagione del fortunato sceneggiato. Ma il primo cittadino non si arrende: «Siamo profondamente amareggiati per l’allontanamento da Gubbio nell’ultima serie che, sono certo, sarà stato accompagnato da un senso di rimpianto da parte di tutti, soprattutto per il rapporto di profonda umanità e collaborazione che, al di là di logiche organizzativo-gestionali, si era creato tra la produzione, gli attori e gli eugubini, per loro natura accoglienti e generosi».
«Sempre riconoscenti» Stirati poi sfoglia l’album dei ricordi andando indietro fino al 1998 quando «nel mio ruolo di allora vicesindaco – scrive -, sono stato da subito un fervido sostenitore del progetto, seguendo poi da lontano il dipanarsi negli anni della fortunata serie. Mi sono affezionato nel tempo alle vicende dei protagonisti a cominciare da Terence Hill, al quale è stata conferita nel febbraio scorso la cittadinanza onoraria di Gubbio, a suggello dei profondi rapporti instaurati, così come ho fortemente apprezzato la valorizzazione, attraverso le immagini, dei meravigliosi scorci della città e del territorio. Per questo, non vi saremo mai abbastanza grati e riconoscenti».
