di Ester Pascolini
La cittadinanza era venuta a conoscenza del progetto nel mese di gennaio, cioè un mese dopo che l’azienda, facente parte del grande Gruppo Toto Spa, aveva presentato istanza al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per l’avvio del procedimento di valutazione di impatto ambientale rispetto alla realizzazione di un parco eolico costituito da 10 aerogeneratori di potenza nominale unitaria pari a 6.2 MW, per una potenza complessiva in immissione di 62 MW, otto dei quali posizionati nel comune di Gualdo Tadino e due in quello di Nocera Umbra. Dopo la pubblicazione sul sito del ministero dell’Ambiente, avvenuta il 13 dicembre scorso, i soggetti pubblici portatori di interessi avevano trenta giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni. Il Comune di Nocera Umbra, la Provincia di Perugia e l’associazione Amici della terra, hanno inviato immediatamente le loro osservazioni entro i termini previsti, esprimendo parere fortemente negativo. La regione Marche invece, non ha riscontrato impatti negativi significativi sul suo territorio, rimandando alla Regione Umbria la valutazione per l’impatto sull’avifauna. Dopo la scadenza dei termini sono state pubblicate ulteriori osservazioni, anch’esse contrarie, provenienti dai “Cittadini firmatari del comune di Gualdo Tadino” e dal “Movimento liberi pensatori a difesa della natura”. Tutti gli interventi, compresi quelli istituzionali, hanno ribadito avversione al progetto con motivazioni simili: forte impatto ambientale e paesaggistico, inquinamento acustico, eccessiva vicinanza ai centri abitati, devastazione di ampie porzioni di terreno per la realizzazione degli scavi di messa in opera degli interventi strutturali, rischio di dissesto idrogeologico, di danni ad aree di interesse archeologico e culturale, rischio di danni economici alle attività ricettive della zona. A scatenare le maggiori polemiche è stata l’assenza del parere del Comune di Gualdo Tadino entro i 30 giorni previsti. Un contributo infatti è stato chiesto a gran voce dalla popolazione, considerata la dimensione mastodontica delle pale eoliche, la cui altezza prevista è di 200 metri, con diametro del rotatore da 170 metri, misure che le renderanno estremamente visibili anche dalle città vicine.
L’amministrazione comunale allora ha convocato un incontro partecipato per il 13 febbraio (cui, tra l’altro, Umbria24 ha chiesto di assistere, ottenendo un diniego via mail da parte della segreteria del sindaco). Durante un acceso dibattito, le associazioni del territorio e gli stakeholders hanno riconfermato la forte opposizione al progetto. In ogni caso, il sindaco Presciutti ha informato della riapertura dei termini per l’invio delle osservazioni, garantendo che entro il 16 febbraio sarebbero arrivate anche quelle del Comune. Cosa che in effetti è poi avvenuta con inequivocabile parere negativo. Insieme a quelle del Comune sono state pubblicate molte altre osservazioni, tutte fortemente negative, inviate dall’Associazione geometri dell’Appennino, dalla Confcommercio, dal Cai, dal “comitato a difesa del Territorio gualdese”, dalla sezione Fai di Gualdo Tadino, da Italia nostra, dall’Associazione per la tutela degli uccelli rapaci e dei loro ambienti”e altre. Il Comitato pro acqua invece ha inviato un documento in cui chiede al ministero dell’ambiente di “promuovere l’intervento del Commissario per la liquidazione degli usi civici per il Lazio, l’ Umbria e la Toscana, per l’accertamento della “qualitas soli” di dominio collettivo e dell’uso civico rispetto alle terre in cui dovrebbero afferire i dieci aerogeneratori”. A Nocera Umbra intanto, attraverso il comitato “Un’altra idea per l’appennino”, si procede a una raccolta firme che vede già oltre 300 firmatari.
Insomma, c’è grande agitazione e in molti studiano strategie per fermare il progetto del parco eolico di Gualdo e Nocera. Questo nonostante molti degli stakeholders manifestino la volontà di procedere rapidamente alla transizione energetica, anche attraverso impianti eolici e fotovoltaici, ma dall’impatto più misurato sul territorio.
Restano aperti, comunque, alcuni interrogativi. Il primo è quello relativo alla reale conoscenza del progetto da parte del Comune di Gualdo Tadino. Il sindaco Presciutti si era dichiarato ignaro della portata dell’intervento, ma già nel 2021 erano avvenuti i primi contatti con la società Renexia spa, che aveva ottenuto l’autorizzazione per l’installazione di un anemometro sull’edificio dell’ex carcere in uso all’associazione “il Germoglio”, segno che l’azienda stava effettuando da tempo le misurazioni del vento sul territorio. Renexia spa, inoltre, aveva partecipato, nel giugno del 2023, all’iniziativa “Gualdo 2030. Il futuro è adesso!”. Durante lo svolgimento del panel 7 denominato “Energia green ed accessibile” era presente, infatti, l’ingegnere Andrea Petrelli, che aveva raccontato i progetti dell’azienda, sembra, però, senza scendere troppo nei dettagli. Tra l’altro lo stesso Petrelli condivideva sulle sue pagine social il seguente post: “L’intervento dell’ing. Andrea Petrelli, Head of project development di Renexia, ha condiviso progetti e best practices che hanno raccolto attenzione e consenso non solo dell’amministrazione, ma soprattutto di una comunità locale molto sensibile alla sostenibilità e all’energia rinnovabile…”.
Possibile che nei molteplici contatti intercorsi non si sia riusciti a decifrare la portata del progetto? Tra l’altro, il documento pubblicato dal ministero, e su cui sono state richieste le osservazioni, presenta la dicitura “progetto definitivo”. Come si è potuti arrivare a una fase così avanzata senza che i soggetti coinvolti non fossero a conoscenza dei dettagli?
La cosa certa è che oggi, dopo le tante proteste e i tanti pareri negativi da parte di soggetti istituzionali e non, il Comune di Gualdo Tadino ha deciso di accodarsi a chi ha espresso ostilità al progetto, con la consapevolezza, forse, se non di aver sottovalutato o mal compreso di cosa si trattava, almeno di aver sottovalutato l’impatto sulla cittadinanza.
Resta ora da capire la posizione della Regione Umbria, anche se sembra improbabile che si possa esprimere in senso contrario rispetto a tutti gli altri soggetti, vista l’onda di pareri avversi che vuol sommergere il progetto di Renexia.
