Anche l’Umbria celebra il Giorno del ricordo per non dimenticare le vittime delle Foibe. Istituito con legge 92 del 2004 «al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel Secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale», il Giorno del ricordo viene commemorato in tutta la regione con una serie di iniziative.

«Ricordare le vittime delle foibe e l’esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre con tutto il portato di sofferenza umana e devastazione, è un dovere di tutte le istituzioni» ha detto la presidente Stefania Proietti, che considera gli eccidi «un capitolo doloroso e atroce della nostra storia che va ricordato» e reputa «doveroso rendere omaggio a chi, innocente, ha subito ingiustizie e sofferenze indicibili, per non dimenticare una orribile pagina per troppo tempo negata anche dai libri di storia». La governatrice dell’Umbria, poi, evidenzia che «i crimini di nazionalismi e dittature non hanno colore politico e vanno sempre con convinzione e unanimità condannati», per poi raccontare di aver avuto «l’onore e il privilegio di conoscere una concittadina che ha subito l’esilio insieme a tutta la sua famiglia, che ha visto morire tanti suoi cari e, per tutta la vita, ha portato su di sé la ‘cicatrice’ di queste sofferenze impresse solo per il fatto di essere un’italiana nata e vissuta in quei luoghi. Oggi all’amica e straordinaria testimone di storia Raffaella è stato impresso un altro dolore con quanto accaduto della foiba di Basovizza. E’ questo che non possiamo permettere, è questo che dobbiamo e possiamo evitare, istruendo ed educando le giovani generazioni al rispetto della dignità umana». In questo quadro Proietti si impegna «affinché alle giovani generazioni venga trasmessa la conoscenza dei fatti accaduti perché soltanto così si possono nuovamente evitare».

A parlare lunedì mattina è la presidente del consiglio regionale Sarah Bistocchi che parla di «una pagina buia della storia contemporanea, fatta di sofferenza e ferocia» e di «una crudeltà inaccettabile nei confronti di chi si ritrovò esule in Patria dopo una sciagurata guerra scatenata per una folle ideologia». Bistocchi fa suo il messaggio che più volte ha lanciato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quando dice che «le vittime innocenti non  hanno colore politico, e così – afferma Bistocchi – la vicinanza geografica di due luoghi dell’orrore come la Risiera di San Sabba, campo di concentramento nazista, e la Foiba di Basovizza, dove venne esercitata la ferocia titina, evidenzia  la similitudine degli effetti della follia umana. Occasioni quindi come  quella di oggi – dice la presidente del consiglio regionale . dovranno essere momenti di studio e di approfondimento, con  
l’obiettivo di porre le basi per evitare il ritorno di qualsiasi  totalitarismo ed estremismo. Preoccupante dover sottolineare invece che,  anche oggi, alla guida di importanti potenze mondiali ci sia chi parla di  maxi esodi, per sgomberare dei territori che invece dovrebbero essere la casa  degli sgomberati. La strada invece – conclude Bistocchi – non può che  
essere quella del ripudio della barbarie provocata dalle ideologie e dagli  estremismi, nell’ottica della costruzione di ponti, e non di muri, tra  differenze, culture e tradizioni».

Giorno del ricordo Terni A Terni durante le celebrazioni il sindaco Stefano Bandecchi ha letto delle parole dal brano ‘1947’ di Sergio Endrigo: «Da quella volta non l’ho rivista più. Cosa sarà della mia città. Ho visto il mondo e mi domando se sarei lo stesso se fossi ancora là. Non so perché stasera penso a te, strada fiorita della gioventù. Come vorrei essere un albero che sa, dove nasce e dove morirà». «Uso queste parole per dire che subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, il genere umano ha dimostrato il peggio che si potesse dimostrare – ha dichiarato il sindaco -. Oggi non possiamo dimenticare. I nostri cittadini sono stati presi, uccisi e buttate nelle foibe. Per molto tempo è stato nascosto questo orrore. Oggi è in onore di tutti i nostri cittadini». E’ seguita la deposizione della corona di alloro. Alla cerimonia anche il vescovo della Diocesi di Terni, Narni e Amelia Francesco Antonio Soddu: «Non limitiamoci a ricordare. Intercettiamo il tempo che viviamo e indirizziamo le cose verso il bene e la pace». Durante la cerimonia il prefetto Antonietta Orlando ha sottolineato l’importanza della conoscenza di una pagina triste e drammatica della nostra storia contemporanea, sinora purtroppo trascurata dalla memoria collettiva. A seguire anche l’intervento del direttore dell’Archivio di Stato di Terni, il dottor Daniele Scopigno che ha fornito un contributo storico-archivistico. Oltre ai vertici delle forze dell’ordine e al comandante provinciale dei Vigili del fuoco, presente anche il vicedirettore del Polo di Mantenimento delle armi leggere, il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale – ambito di Terni e alcuni docenti e studenti dei licei classico, artistico e scientifico.

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Da Gubbio, invece, è il sindaco Vittorio Fiorucci a sottolineare il profondo valore del Giorno del ricordo: «Le bandiere listate a lutto anche sul nostro Palazzo Pretorio ci ricordano un eccidio che ha visto emotivamente coinvolto tutto il Paese, e che va ricordato con grande commozione e profondo spirito riflessivo. Per troppi anni, infatti, questa vicenda è stata coperta dal silenzio: alle vittime di quei tragici avvenimenti va oggi restituita non solo la memoria, ma un fattivo e concreto impegno affinché tutti conoscano questa pagina terribile della nostra storia. La memoria deve essere a tutto tondo: dobbiamo avere la capacità di riconoscere con giudizi onesti, limpidi e privi di ideologia gli atti efferati compiuti nella storia, le responsabilità, i regimi che li hanno provocati. Solo così si può rendere un reale e sincero omaggio alle vittime, e si può evitare che certi orrori si ripetano».

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