In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che ricorre lunedì 25 novembre, l’associazione Cap06124e Unione donne in Italia Perugia annunciano una manifestazione nel capoluogo. Al centro dello sciopero il motto «Disarmiamo il patriarcato, in ogni forma, in ogni stato», una rivendicazione forte in giorni in cui il tema dei femminicidi e della cultura patriarcale si trova al centro del dibattito pubblico.

La manifestazione si articolerà a partire dalle 17.30 di lunedì 25 novembre dal parco Sant’Anna a piazza del Bacio, passando per via Canali attraverso un corteo. «Attraverseremo insieme alcuni dei luoghi della città considerati meno sicuri per le donne, – dichiara l’organizzazione – per ribadire che una città è sicura solo quando le donne si sentono libere di attraversarla». Lo stesso principio che aveva guidato lo sciopero dello scorso anno, quando il corteo si era fermato sempre in zona Fontivegge.

«Scendiamo in piazza per manifestare contro la violenza patriarcale e la deriva identitaria e autoritaria che la sostiene e giustifica, è passato un anno dalla morte di Giulia Cecchettin e ancora leggiamo di troppe donne violate o uccise», affermano con forza le associazioni. Proprio in questi la nascita dell’associazione in memoria della giovane universitaria uccisa dall’ex ragazzo, Filippo Turetta, ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema dei femminicidi. Molto discusse anche le affermazioni del ministro dell’istruzione, Giuseppe Valditara, il quale, nel corso della cerimonia di presentazione della fondazione, ha affermato che «occorre non far finta di non vedere che l’incremento dei fenomeni di violenza sessuale è legato anche a forme di marginalità e di devianza in qualche modo discendenti da una immigrazione illegale».

Proprio a Perugia le associazioni femministe scenderanno in piazza anche per «le nostre sorelle migranti», «contro la violenza razzista di stato», «contro una politica che non pratichi accoglienza», perché «migrare è un diritto umano e va riconosciuto come tale», per «le donne e le persone lgbt+». Tra le rivendicazioni che le manifestanti porteranno in piazza anche la richiesta che «i centri antiviolenza femministi siano sottratti alla logica delle assegnazioni attraverso gare d’appalto». Il corteo avrà anche lo scopo di ricordare che «la violenza contro le donne si combatte tutti i giorni, non solo il 25 novembre, con una cultura che valorizzi le differenze e una società che condanni la violenza di e del genere senza se e senza ma, senza minimizzarla o giustificarla come si legge ogni giorni in qualche articolo di giornale».

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