Giornale dell'Umbria

«Una situazione ormai insostenibile e prossima ad un “punto di non ritorno”». I giornalisti e i poligrafici del Giornale dell’Umbria scrivono così in una nota in cui annunciano altri due giorni di sciopero della testata. I lavoratori, in stato di agitazione ormai da due mesi, incroceranno le braccia giovedì e venerdì (una giornata di sciopero si era già tenuta il 6 novembre) «a causa del permanere – scrivono – di una difficilissima situazione economico-finanziaria, gestionale e organizzativa della testata, che sempre più spesso conduce a carichi di lavoro eccessivi a scapito della qualità». I motivi alla base dello sciopero, che arriva dopo la formale sfiducia del nuovo direttore, la mancata presentazione di un piano industriale, il licenziamento via mail di molti collaboratori e altro ancora, sono molti.

Punto di non ritorno I dipendenti lamentano il mancato pagamento sia degli stipendi di novembre che delle tredicesime, «mentre si fa sempre più concreto il rischio di non percepire neppure le retribuzioni di dicembre il prossimo mese di gennaio». Nel mirino poi è finita «una incredibile intervista» all’editore Giuseppe Incarnato pubblicata su un sito e la «pubblicazione di periodici venduti separatamente in edicola e che i numeri testimoniano finora essere altamente improduttivi e in perdita. Scelte pedissequamente avallate da una direzione che per questo ed altri motivi legati ad una totale incomunicabilità con la redazione (vedi l’inqualificabile iniziativa della Caccia all’errore), è stata di recente sfiduciata dalla redazione stessa». C’è poi la questione dei contributi pubblici, vitali per il pagamento degli stipendi, soldi «ai quali la proprietà ha rinunciato formalmente pur in una situazione difficile»; «scelta paradossale di fronte all’asserita disponibilità dell’editore di essere soggetto gestore di un fondo finanziario plurimilionario».

L’INTERVISTA A INCARNATO

Ricapitalizzazione? Sullo sfondo c’è anche la vicenda dell’aumento di capitale «fino a 10 milioni di euro» per sottoscrivere il quale c’è tempo fino al 18 dicembre. Il problema però è che al momento «non risultano pervenute alcune sottoscrizioni. Si ricorda che l’editore in una recente, formale riunione ha dichiarato espressamente che, anche in mancanza di sottoscrizioni esterne, lui stesso avrebbe provveduto alla onerosa ricapitalizzazione». Uno scenario di fronte al quale giornalisti e poligrafici chiedono «massima sollecitudine e vigilanza da parte degli organismi preposti in merito all’erogazione del contributo pubblico», un’assunzione di responsabilità da parte di proprietà e management, «attenzione e vicinanza» da parte delle istituzioni locali e del mondo dell’impresa regionale, così come delle forze politiche e dei cittadini. Di seguito riportiamo integralmente il comunicato stampa del Comitato di redazione.

Asu e Cgil Nel corso della giornata è arrivata la solidarietà dell’Associazione stampa umbra, della Cgil e della Slc-Cgil, che esprimono «la più ferma condanna per il comportamento aziendale, che continua ad essere caratterizzato da una totale mancanza di rispetto per il lavoro e le professionalità presenti in azienda». La nuova gestione del giornale viene giudicata «fallimentare» e «la mancanza di un piano editoriale, accompagnata da iniziative poco credibili per il reperimento di fondi, non lasciano intravedere possibili miglioramenti della situazione all’orizzonte». Nel mirino vengono messe anche «le evidenti responsabilità della precedente proprietà de Il Giornale dell’Umbria, formata da imprenditori locali. Imprenditori che oggi dovrebbero quantomeno esprimersi sulla drammatica situazione in cui è stata lasciata la testata».

Audizioni in consiglio Solidarietà arriva anche da parte del consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi, secondo il quale «Il protrarsi di questa lunga crisi accompagnata da situazioni difficili in altri contesti, come per esempio quello delle emittenti radiotelevisive umbre, rende ancora più attuale la necessità di un monitoraggio attento di questo ambito da parte della Regione Umbria. La crisi dell’informazione non è infatti solo una questione di mercato o occupazionale, nonostante i lavoratori paghino il pezzo più alto; la questione riguarda democrazia e partecipazione». Vista la situazione dunque Smacchi, che è presidente della Prima commissione consiliare, annuncia che darà vita a una serie di audizioni con gli organismi di categoria e i rappresentanti del mondo dell’informazione per «fotografarne lo stato di salute e valutare possibili iniziative utili a salvaguardare il pluralismo dell’informazione».

LA NOTA DEL CDR

Il comitato di redazione del Giornale dell’Umbria, anche a nome del personale giornalistico e poligrafico ancora costretto allo sciopero nelle giornate di oggi e domani (il personale del Giornale dell’Umbria è in stato di agitazione da oltre due mesi e ha proclamato 11 giorni di sciopero, di cui uno già effettuato il 6 novembre, mentre i restanti saranno programmati nelle prossime settimane), a causa del permanere di una difficilissima situazione economico-finanziaria, gestionale e organizzativa della testata (che sempre più spesso conduce a carichi di lavoro eccessivi a scapito della qualità), esprime nuovamente grande preoccupazione per l’estrema incertezza circa le sorti del giornale e dei suoi dipendenti e ricorda che:

– Ad oggi, superando le consuete scadenze, non sono pervenuti né gli stipendi di novembre né le tredicesime maturate, mentre si fa sempre più concreto il rischio di non percepire neppure le retribuzioni di dicembre il prossimo mese di gennaio.

– Si susseguono fatti e scelte della proprietà, rappresentata dall’editore Giuseppe Incarnato, che non fanno altro che assestare duri colpi alla credibilità di una testata che, anche grazie al duro, responsabile e appassionato lavoro quotidiano del personale si era conquistata nel tempo un ruolo e una immagine assai apprezzati nel panorama informativo regionale. Ringraziamo quei lettori che, nonostante tutto, continuano a seguirci nelle edicole. Tra questi fatti per noi censurabili, l’ultimo è rappresentato da una incredibile intervista che l’editore ha rilasciato ad un sedicente giornalista su un sito internet.

– Prosegue, nonostante i ripetuti inviti del Cdr a sospenderne l’uscita, la pubblicazione di periodici venduti separatamente in edicola e che i numeri testimoniano finora essere altamente improduttivi e in perdita. Scelte pedissequamente avallate da una direzione che per questo ed altri motivi legati ad una totale incomunicabilità con la redazione (vedi l’inqualificabile iniziativa della Caccia all’errore), è stata di recente sfiduciata dalla redazione stessa.

– Prosegue perciò il depauperamento costante del Giornale dell’Umbria da un punto di vista delle risorse umane impiegate, dei contenuti e dei risultati economici. E anche dell’immagine.

– La proprietà ha rinunciato formalmente, pur in una situazione difficile, ad introitare i contributi pubblici per il 2015; contributi ai quali è pero’ legata la corresponsione dei nostri stipendi che non arrivano. Scelta paradossale di fronte all’asserita disponibilità dell’editore di essere soggetto gestore di un fondo finanziario plurimilionario.

– Si resta in attesa di una iniziativa pubblica di sottoscrizione di capitali a favore dell’azienda (fino a 10 milioni di euro) che l’editore ha convocato per il 18 dicembre in un prestigioso hotel perugino, a fronte della quale, ad oggi, non risultano pervenute alcune sottoscrizioni. Si ricorda che l’editore in una recente, formale riunione ha dichiarato espressamente che, anche in mancanza di sottoscrizioni esterne, lui stesso avrebbe provveduto alla onerosa ricapitalizzazione.

– Continua a mancare ufficialmente un piano industriale ed editoriale che non è mai stato presentato.

A fronte di tutto questo (e molto altro si potrebbe aggiungere) che configura una situazione ormai insostenibile e prossima ad un “punto di non ritorno”

Auspichiamo la massima sollecitudine e vigilanza da parte degli organismi preposti in merito all’erogazione del contributo pubblico 2014, vitale per il pagamento degli stipendi.

Chiediamo che, di fronte a tale situazione, l’editore, la presidenza e il management dell’azienda, si assumano in modo chiaro e definitivo le proprie responsabilità.

Esprimiamo altresì profondo rammarico e forti perplessità per gli esiti della vendita della testata condotta nell’agosto scorso dalla precedente proprietà, visti gli accadimenti di questi mesi.

Chiediamo attenzione e vicinanza da parte delle istituzioni locali, del mondo dell’impresa regionale e delle sue associazioni di rappresentanza, di tutte le forze politiche e sociali e dei cittadini umbri che hanno a cuore la pluralità delle voci informative di questa regione e la sopravvivenza di un giornale che non merita di morire.

Il Cdr del Giornale dell’Umbria
Il personale poligrafico

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