di Daniele Bovi
Una decisione presa sull’onda della paura delle famiglie e delle società sportive; una vera e propria psicosi terremoto che la Federazione Ginnastica d’Italia non ha saputo arginare. A raccontare a Umbria24 come la Fgi è arrivata a spostare da Perugia a Forlì la quarta e ultima tappa del campionato italiano di ginnastica ritmica, in programma al Palaevangelisti sabato 26 e domenica 27 novembre, è il presidente della Federazione Riccardo Agabio. «L’Umbria – spiega – è un po’ la regione “incriminata” per quanto riguarda questo sisma. La decisione è dovuta alla paura di famiglie e società, alla psicosi legata a possibili nuove scosse. Dirigenti, tecnici e famiglie ce l’hanno un po’ imposta; sono arrivati a dirci che guardavamo solo alle logiche commerciali e che giocavamo con la vita delle bambine. Ce ne hanno dette di tutti i colori». La «notevole pressione» sui vertici della Federazione è cominciata in particolare dopo il violento sisma del 30 ottobre, e a nulla è valso il fatto che i danni siano concentrati solo in un piccola parte della regione e che a Perugia non ci sia alcuna emergenza: la Fgi non è riuscita a contrastare la paura.
Vince la paura Ma così facendo non si asseconda una psicosi irrazionale? «Sì – risponde Agabio – però quando c’è una massa di gente che preme, che chiede, che “minaccia” di non venire a Perugia… le persone non erano serene, e noi alle famiglie dovevamo dare serenità. Abbiamo cercato di tergiversare per qualche giorno e di convincere gli interlocutori ma ormai la paura era generalizzata. Da un momento all’altro, ci dicevano, può succedere una catastrofe». Secondo Agabio una parte della responsabilità ce l’hanno anche i media, che hanno restituito l’immagine di un’intera Umbria terremotata e così, specialmente se si abita lontano dal Cuore verde, va a finire che a vincere è la paura, non lo sport: «Le famiglie, specialmente quelle lontane, pensavano che c’erano molti danni». Ma a perdere è anche l’economia, visto che l’appuntamento muove ben più di 300 persone: «Sicuramente – aggiunge il presidente – qualche danno gli organizzatori l’avranno avuto e a loro verremo incontro, ma albergatori e ristoranti non possono chiedere danni».
Nessun margine Ora «le persone sono contente per la decisione che abbiamo preso», anche perché «non c’è nessun margine per tornare indietro». Ovviamente meno contenti sono il Comune, la società che organizzava il campionato (la Polisportiva La Fenice di Spoleto) e i tanti appassionati. Ad Agabio ha scritto una lettera il Comitato per l’imprenditoria giovanile della Camera di Commercio di Perugia che ha evidenziato come «la sede delle gare e le strutture ricettive coinvolte non sono affatto a rischio, di certo non più di quanto non lo sia Forlì, nuova destinazione delle gare». Il coordinatore del comitato, Gabriele Lucantoni, «ha prontamente contattato il presidente della Federazione facendo appello al senso di solidarietà – è detto in una nota del Comitato – che ci si attende dallo sport soprattutto in un momento di necessità quale quello che l’Umbria sta affrontando». «Alla lettera molto garbata degli imprenditori – dice il presidente della Fgi – ho risposto spiegando come siamo arrivati allo spostamento», ma indietro non si torna.
Non sono capricci «Da parte di altre istituzioni – racconta Agabio – non ho ricevuto alcuna telefonata, forse l’avranno ricevuta i vertici del Coni ma loro non possono interferire nell’autonomia della Federazione; i nostri non sono capricci, siamo stati costretti allo spostamento indipendentemente dai danni per via dell’aspetto psicologico». Per il futuro ovviamente «una volta concluse le scosse nulla vieta di organizzare qualcosa a Perugia o nel resto dell’Umbria»; per il momento però il Cuore verde rimane a bocca asciutta. E il capoluogo non è l’unica “vittima” della Federazione: nelle settimane scorse infatti, dopo analoghe pressioni anche la tappa di Fabriano (in tutto il campionato si articola in quattro appuntamenti), territorio già con mille problemi, è stata spostata ad Ancona proprio per la paura del terremoto. Lunedì a protestare per lo spostamento da Perugia è anche il consigliere comunale di FI Giuseppe Cenci: «Mi sento offeso – scrive – a nome della città per la mancata sensibilità e l’oggettivo senso di disinformazione. Perugia e il suo turismo già pagano gravi conseguenze per la disinformazione dilagante, senza che la Fgi si presti a queste magre figure con comunicati che ledono l’immagine turistica e sportiva della città».
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