Per la gestione del nuovo Turreno, oggetto pochi giorni fa della firma del patto tra Comune, Regione e Fondazione Cassa di risparmio di Perugia volto alla riqualificazione della struttura, c’è già chi si fa avanti. Dopo i lavori di ristrutturazione infatti palazzo dei Priori emanerà un bando per individuare un soggetto in grado di gestire la struttura per non meno di 20 anni e a farsi avanti è la Fondazione Sergio per la musica, nata dopo la scomparsa del promoter perugino Sergio Piazzoli. La Fondazione già da qualche giorno dopo la sua nascita aveva lanciato il proprio progetto per il Turreno e giovedì a esplicitare la candidatura è stato il presidente Virgilio Ambroglini: «Vogliamo riuscire a trasformalo nella tanto sognata “Casa della musica”».
Non meno di 1.500 posti «Da parte nostra – continua – c’è grande soddisfazione per il traguardo raggiunto e per il lavoro svolto finora da istituzioni ed enti che si sono prodigati. Rivendichiamo con orgoglio il ruolo svolto come Fondazione per avere rimesso l’aspetto culturale al centro del dibattito sul futuro da dare al Turreno, quando ormai si parlava di parcheggi e paninoteche». Un comitato formato da rappresentanti di Comune, Regione e Fondazione Cr Umbria nei prossimi mesi avrà il compito anche di individuare il mix di spazi e funzioni giusto per attrarre investitori, e sul punto sarà importantissimo stabilire il numero di posti a sedere. Secondo Ambroglini, al quale piace il progetto tracciato nel protocollo, «questa nuova casa culturale di tutti non può essere di soli 800 posti, per non vanificare l’investimento di oltre 6 milioni di euro e perché l’esigenza è quella di un auditorium che possa ospitare da un minimo di 1.500 a un massimo di duemila persone».
Forze e mezzi «Il perché questa dovrebbe essere la linea – continua – è ben chiaro: non c’è in Umbria un posto con una capienza per duemila persone, e il nuovo Turreno tornerebbe quindi utile per molti festival musicali ed eventi regionali, ed anche perché con queste cifre si potrebbe allora costruire un auditorium da zero per quasi tremila persone. Non possiamo rassegnarci ai palazzetti e soprattutto così nessun grande evento si potrebbe fare e tutte le operazioni per chiunque avrà la gestione sarebbero tutte a rimettere». Candidandosi per la gestione del Turreno la Fondazione Sergio per la musica assicura di avere «forze e mezzi» per farlo. «Un traguardo ambizioso ma non impossibile – aggiunge il presidente –, anche alla luce di quanto di buono, a giudicare dall’attenzione e dall’interesse suscitato in un solo anno da parte di pubblico ed artisti per gli eventi targati Fondazione, è stato messo in piedi in poco tempo».
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Il progetto Una Fondazione che ha già le idee chiare su come potrebbe essere questo spazio. «Siamo convinti – osserva ancora Ambroglini – che per una crescita collettiva come società siano necessarie delle strutture culturali permanenti e meno concerti o eventi spot in luoghi improbabili». Per questo motivo la Casa della musica pensata dalla Fondazione vuole essere, tra le altre cose, una sala concerti, fonoteca, sala di incisione, un centro musicale europeo per le produzioni musicali e un archivio di tutti i festival musicali umbri. «Significativo a riguardo – dice Ambroglini – il fatto che, come ha proposto la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, si preveda di utilizzare parte della struttura anche come luogo espositivo e soprattutto come casa di Umbria Jazz per rendere permanente la visibilità e l’attività dell’importante festival musicale».
L’ASSEMBLEA DEL 29 SETTEMBRE 2014
Assemblea Per parlare del futuro della struttura la Fondazione invita tutti gli operatori culturali della città, i rappresentanti dei festival, le istituzioni, i cittadini e i media ad un dibattito pubblico «anche per “indirizzare” nel modo giusto e per il bene della città, in primis, la commissione tecnica e di indirizzo del progetto di riqualificazione che dovrà costituirsi come stabilito dal protocollo d’intesa entro la fine di agosto». Una possibile data del confronto pubblico potrebbe essere quella del 29 settembre prossimo proprio al Turreno, «a un anno preciso – sottolinea Abroglini – da quella straordinaria apertura durante la quale è stata presentata alla città la allora nascente Fondazione». Una Fondazione che si spinge in là pensando anche al possibile concerto di apertura del nuovo Turreno, ipoteticamente fissato nel 2019: «Stiamo lavorando – dicono – per portare Tom Waits a Perugia nel 2019, un artista straordinario che ancora manca nella lunga lista di grandi musicisti che sono passati da queste parti».
