«La Prefettura sta seguendo con attenzione il caso e ha avviato l’istruttoria per la gestione straordinaria e temporanea di Gesenu spa che, dopo la Conferenza dei servizi con le stazioni appaltanti in programma per il 12 novembre, sarà definita nel più breve termine possibile». A parlare è il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico che martedì, alla Camera, ha risposto all’interrogazione della deputata umbra di Scelta civica Adriana Galgano sull’inchiesta che sta terremotando Gesenu, colpita insieme alle controllate Gest ed Ecoimpianti da un’interdittiva antimafia del prefetto di Perugia. Nella sua risposta Galgano ha chiesto al viceministro che «qualora vengano accertati i rischi di infiltrazioni mafiose e le irregolarità negli appalti, di procedere quanto più rapidamente possibile al commissariamento di Gesenu spa in modo tale da ripristinare la legalità, garantire la continuità del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e salvaguardare le importanti competenze tecniche dell’azienda e i circa 500 posti di lavoro che ruotano intorno alla società».
VIDEO, COMUNE: «IMPRESSIONA TUTTI QUANTO ACCADE»
Commissione d’inchiesta Del caso Gesenu si occuperà anche il consiglio regionale con una commissione di inchiesta apposita. Ad avanzare la proposta sono stati i consiglieri di tutte le opposizioni, da FI al M5S: «Essendo stata richiesta da oltre un terzo dei componenti dell’Assemblea legislativa – spiegano gli esponenti dei cinque gruppi consiliari – la commissione dovrà essere istituita d’ufficio. Spetterà all’Aula approvare i contenuti dell’indagine e la durata dei lavori». A firmare la richiesta di istituzione della commissione sono Marco Squarta (Fratelli d’Italia), Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (Movimento 5 Stelle), Emanuele Fiorini e Valerio Mancini (Lega Nord, che giovedì terrà una conferenza stampa sul caso insieme al senatore Stefano Candiani), Raffaele Nevi (Forza Italia), Claudio Ricci e Sergio De Vincenzi (Ricci presidente). «Mentre il Pd – dicono riferendosi alla tesa Direzione dem di lunedì sera – si divide e annaspa, dimenticando le proprie responsabilità di governo, i gruppi di opposizione all’Assemblea legislativa impongono alla maggioranza di istituire una Commissione di inchiesta sulla tenuta del sistema di gestione dei rifiuti e sulle vicende che hanno portato alla notifica di una interdittiva antimafia a Gesenu, Ecoimpianti e Gest».
LE PRIME PERQUISIZIONI DELL’INDAGINE
Le verifiche Ora sarà l’aula a dover votare i contenuti e il termine entro il quale la Commissione dovrà riferire all’Assemblea. «In quella sede – dicono i consiglieri di opposizione – vedremo se la maggioranza vorrà offrire una dimostrazione di responsabilità istituzionale appoggiando questa urgente iniziativa di verità». La commissione nelle intenzioni dell’opposizione dovrà indagare sugli assetti societari, le procedure degli affidamenti nei 4 Ati umbri, quantificare eventuali danni ambientali, la permeabilità dell’intero sistema alle infiltrazioni mafiose, verificare gli obiettivi prefissati, lo stato delle discariche e delle operazioni di bonifica e così via fino allo stato di avanzamento dell’Auri, l’Autorità regionale che in tema di rifiuti sostituirà i quattro Ati. Di Gesenu molto ha discusso la politica nella giornata di martedì, segnata dall’assemblea dei soci in cui quelli privati hanno proposto di girare le quote a due fiduciari.
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Prc Enrico Flamini, segretario di Rifondazione comunista, dice che la situazione «che sta interessando Gesenu dimostra chiaramente il fallimento delle privatizzazioni nella gestione dei rifiuti. Di sicuro una questione così importante per i risvolti che stanno emergendo rispetto alla presenza di possibili infiltrazioni malavitose non può essere trattata come una sorta di resa dei conti all’interno della Direzione Regionale del Pd. Regione Umbria e Comune di Perugia devono invece prendere di petto la vicenda e mettere in campo tutte le azioni possibili affinché le eventuali responsabilità vengano accertate nelle sedi competenti e in tempi rapidi, considerando soprattutto il costo dei servizi per il cittadino e i potenziali danni all’ambiente e alla salute». Secondo Flamini la ricetta è adottare un nuovo Piano regionale dei rifiuti in cui si parli chiaramente di abbandonare ogni forma di incenerimento e di adottare la strategia «Rifiuti zero». In più Rifondazione propone la creazione di un’azienda speciale interamente pubblica per la gestione dei servizi: «Rappresenterebbe – dice Flamini – l’unico possibile ribaltamento della logica perversa delle privatizzazioni e l’unico tentativo di dare una risposta efficace e stabile alle problematiche emerse».
Perari E dopo la turbolenta Direzione regionale del Pd di lunedì sera, in cui il dossier Gesenu e rifiuti è stato uno dei piatti forti, il capogruppo di FI in consiglio comunale Massimo Perari risponde alle frasi del pd Attilio Solinas: «Non c’è – dice – nessun silenzio del sindaco Andrea Romizi. L’amministrazione e primo fra tutti il sindaco stanno seguendo, nella maniera più consona, tutte le fasi di questa spinosa vicenda che va ribadito, ci giunge come pesante eredità».
