I rappresentanti dei lavoratori

di Daniele Bovi

Sarà un’estate calda alla Gesenu, e non per colpa del meteo. Martedì nel corso di una conferenza stampa Cgil, Cisl e Uil, compatti, hanno ribadito che lo sciopero si farà entro giugno (la data è ancora da stabilire), che venerdì terranno un presidio a Ponte Rio, sede dell’azienda, e che lunedì protesteranno sotto il consiglio comunale. Non solo: da martedì è partito anche un volantinaggio in diverse zone della città per informare le persone sulle iniziative di sindacato e Rsu. Alla base c’è una lunga lista di problemi che sono stati srotolati nel corso della conferenza stampa: dalle incertezze intorno al rientro dei crediti vantati in Sicilia ed Egitto fino al confronto sul piano industriale; dal rapporto con le consociate fino alla chiarezza intorno alla riorganizzazione del lavoro e alle ultime assunzioni fatte in azienda.

L’INCENDIO A PONTE RIO

Tagli «Dall’azienda – spiega Stefano Cecchetti della Uil Trasporti – ci è stato comunicato in maniera irrituale la decisione da parte del Comune di operare tagli per 400 mila euro, ma su questo punto l’assessore all’Ambiente Urbano Barelli ci ha detto che non si trattava di tagli ma solo di operare degli aggiustamenti sul piano dei servizi». Insomma, c’è incertezza e per questo lunedì i lavoratori saranno in corso Vannucci. «Stante così le cose il rischio è che sulla raccolta differenziata sia sullo spazzamento della città – sottolineano Cgil, Cisl e Uil – si potrebbe verificare un servizio meno puntuale e comunque spalmato nel tempo. Senza contare che in azienda è cominciata una serie di ferie forzate perché i lavoratori di fatto non vengono impiegati a tempo pieno».

Piano debole C’è poi la questione del piano industriale, secondo Cecchetti «debole e di fatto scritto omettendo le risorse; ma allora non si capisce come l’azienda possa pensare di fare investimenti. Su questo versante non si riesce nemmeno a capire quanti crediti l’azienda deve incassare in Sicilia, Campania ed Egitto e quali sono i tempi di recupero di queste somme». Chiarimenti vengono chiesti anche a proposito di «alcune assunzioni fatte a livello dirigenziale. È chiaro che scelte come queste, di fronte a una situazione di difficoltà dell’azienda, rischiano di innescare una dinamica tutt’altro virtuosa».

Scarponi In questo quadro il consigliere comunale di Ncd Emanuele Scarponi chiede più poteri per il Comune di Perugia, socio di peso dell’azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in gran parte della regione. In un ordine del giorno Scarponi chiede a palazzo dei Priori di «impugnare lo Statuto e a rivisitare il medesimo al fine di conferire più poteri decisionali e di nomina al socio pubblico Comune di Perugia».

Twitter @DanieleBovi

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