di D.B.
Alla Gesenu torna a salire la temperatura, e stavolta non c’entra l’incendio di domenica sera che ha interessato una parte dell’impianto di Ponte Rio. Cgil, Cisl e Uil infatti dopo l’assemblea con i lavoratori dell’azienda che si è tenuta giovedì mattina, hanno deciso di proclamare una giornata di sciopero «che si terrà a breve», pur rimanendo «a disposizione per un serio ed approfondito confronto di merito, qualora le controparti lo ritenessero necessario». La data, ma ancora non c’è certezza, potrebbe essere quella del 16 giugno. I problemi sul tappeto sono molti e di una parte di questi si è parlato ieri nel corso di un incontro tra i sindacati e il vice sindaco di Perugia Urbano Barelli.
Nessuna risposta I rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto rassicurazioni a proposito delle condizioni dell’azienda, dei livelli occupazioni e del servizio che viene garantito i cittadini i quali, spiega più di un dipendente, si lamentano per la pulizia di strade e cassonetti. «Nessuna risposta» però è arrivata: «l’Amministrazione comunale – spiega la Rsu – ha infatti dimostrato una sostanziale insensibilità per il futuro di un’Azienda di cui è socio-proprietario, delle lavoratrici e dei lavoratori che per conto di questa operano e, più in generale, per il servizio reso ai cittadini». Le lamentele riguardano anche la riorganizzazione del servizio e il taglio previsto dal contratto tra Comune e azienda (circa 400 mila euro su oltre 40 milioni). Tutti motivi sulla base dei quali per lunedì pomeriggio è stato organizzato un presidio sotto palazzo dei Priori.
IL PIANO INDUSTRIALE DI GESENU
I problemi Sul tavolo poi ci sono anche i problemi che riguardano la contrattazione di secondo livello e l’equiparazione, per gli ultimi assunti, delle varie voci contrattuali, così come il piano industriale presentato mesi fa e che stenta a decollare specialmente, spiegano i sindacati, per quanto riguarda gli investimenti da parte di un’azienda che si caratterizza «per un atteggiamento di “chiusura”». Una Gesenu «che ha teso/tende a procedere ancora unilateralmente ad una riorganizzazione del lavoro a danno delle lavoratrici e dei lavoratori e del servizio reso ai cittadini. E tutto ciò senza averne avuto preciso mandato dall’Amministrazione comunale di Perugia che, per bocca del vice sindaco Barelli, ha chiesto una ottimizzazione dei costi ma in termini generali».
L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI VITERBO
M5S Di tutt’altro invece si occupa il capogruppo del M5S in consiglio comunale Cristina Rosetti, che con un’interrogazione chiede alla giunta di fare chiarezza a proposito di quanto successo negli ultimi giorni intorno all’azienda. Un elenco lungo, che va dall’incendio di domenica a quelli che hanno colpito altri due impianti (uno dell’Ama di Roma, l’altro della Ecologia Viterbo a Casale Bussi) fino all’arresto di Carlo Noto La Diega, tra i membri del cda e presidente della Viterbo ambiente, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Viterbo, che indaga sulla gestione dei rifiuti nella zona. Rosetti vuole che il sindaco porti «documentazione rilevante» sullo stato di manutenzione degli impianti, su quali sostanze sono state riscontrate nell’aria, su quali precauzioni sono state prese a tutela dei lavoratori e su quali possono essere le implicazioni per Gesenu a proposito della vicenda Viterbo Ambiente.
Twitter @DanieleBovi
