I vertici di Gesenu

di Daniele Bovi

Sarà varato con tutta probabilità entro marzo il nuovo piano industriale in grado di rilanciare Gesenu, la società che gestisce raccolta e smaltimento dei rifiuti in gran parte della regione. Il documento, attraverso una serie di schede, è stato illustrato mercoledì pomeriggio ai sindacati e ha, tra i punti salienti, la discarica di Pietramelina che, chiusa pochi mesi fa, che diventerà polo di produzione del biogas, Ponte Rio il centro di recupero per carta e gli altri materiali come plastica e legno. Altro capitolo importante il consolidamento delle attività nel Centro Italia e la razionalizzazione di tutto il sistema delle partecipate. Di più però non trapela. I sindacati hanno mostrato un certo scetticismo, anche se per ora on si parla di azioni di protesta, e sperano che si eviti un nuovo caso Umbria mobilità.

Stipendi Rassicurazioni importanti intanto arrivano sul fronte degli stipendi: la società garantisce che non ci saranno problemi fino a giugno, data dopo la quale ci sarà bisogno di una iniezione di liquidità fresca. L’idea è quella espressa settimane fa dal nuovo presidente della società Luciano Ventanni, ovvero quella di un prestito-ponte da parte dei soci (il 45% è in mano al Comune di Perugia, altrettanto a Manlio Cerroni e il resto all’ex ad Carlo Noto La Diega, uomo vicinissimo a Cerroni) tra i cinque e i sei milioni di euro. Una cifra fondamentale per garantire la continuità dell’azienda in attesa che comincino ad arrivare i crediti siciliani, che ammontano a circa 40 milioni di euro. Primi contatti con palazzo dei Priori in vista del prestito ci sono già stati (venerdì si discuterà il piano finanziario 2014) e il 24 Ventanni metterà sul tavolo del sindaco Wladimiro Boccali il piano di rilancio della società.

Twitter @DanieleBovi

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