di D.B.
Tra palazzo dei Priori e quello del Vescovado, sede anche del settimanale cattolico La Voce, va in scena la competizione sul Cinque per mille, con i cattolici che accusano l’amministrazione di «centralismo paternalistico». Il settimanale dei vescovi umbri nell’ultimo numero dà infatti voce alle associazioni di volontariato cattoliche, e critica fortemente la campagna del Comune che invita i cittadini a donare il proprio Cinque per mille alle casse comunali per ottenere denaro da destinare alle famiglie in difficoltà. «Il Comune – si domanda il settimanale – fa concorrenza?».
Iniziativa legittima Sulla legittimità dell’iniziativa La Voce non discute: «Certo il Comune non viola nessuna legge – osserva -: sorprende però una certa mancanza di sensibilità e di calibratura del proprio ruolo di ente pubblico. Mettendosi in competizione con soggetti privati va a trovarsi in diretta collisione con il principio di sussidiarietà che probabilmente non è entrato nella mentalità di amministratori che così si mostrano legati a forme di centralismo più o meno paternalistico».
Centralismo paternalistico A far storcere il naso alle associazioni cattoliche è una sorta di fuorigioco che il Comune avrebbe commesso in ambiti che, secondo il settimanale, non gli competerebbero: «Nella dottrina sociale cattolica i parametri del liberalismo e del socialismo – prosegue La Voce – sono stati superati dal principio secondo cui prima viene il cittadino, la famiglia, i gruppi intermedi, le associazioni di cittadini, e poi viene il Comune, la Regione, lo Stato, l’Europa e così via. Ai neonati e alle famiglie ci possono pensare le stesse famiglie e le associazioni di volontariato. Qualora questi soggetti non riescano da soli deve intervenire l’ente superiore, Comune, Regione, Stato. Gli enti pubblici non competono con i cittadini, ma li sostengono a realizzare ciò che da soli non possono fare. Sembrano sottigliezze. Sono invece criteri – conclude La Voce – che renderebbero la società meglio organizzata e funzionale, con l’apporto di maggiori risorse e energie».
Boccali respinge le critiche Critiche che Boccali respinge al mittente: «Non abbiamo scoperto ora la famiglia» spiega il sindaco in una nota, e «non è vero che solo ora il Comune sta imboccando la via della cultura della vita». Dopo aver elencato le misure concrete prese a favore delle famiglie, Boccali giudica «sorprendenti» espressioni come «”situazione di concorrenza” e “competizione con i soggetti privati”. Nessuna competizione o concorrenza – osserva Boccali – voci appropriate in una economia di mercato. Non è questo il caso. Si lavora per lo stesso obbiettivo: migliorare le condizioni di vita delle persone. Semmai, c’è una positiva sinergia tra pubblico e privato, ed in particolare con il volontariato cattolico esistono forme di collaborazione importanti nella pratica di una sussidiarietà che ha dimostrato di funzionare. Palazzo dei Priori – assicura ancora il sindaco che in futuro non esclude che una campagna di comunicazione possa essere fatta insieme alle associazioni cattoliche – non vuole invadere alcun campo ma rivendica il ruolo delle istituzioni pubbliche: governare per il bene comune».

