di Chia.Fa.

E’ stato portato all’ospedale di Perugia, dove verrà curato dai pediatri e dagli altri specialisti, uno dei 31 bambini tirati fuori dall’orrore di Gaza e arrivati a tarda notte a Roma Ciampino a bordo dei tre aerei C130J dell’Aeronautica militare. Qui ad attenderli c’era personale sanitario proveniente da diversi ospedali italiani, dove i piccoli sono stati via via trasferiti per avere le cure che a Gaza non è possibile neppure programmare.

A Perugia, in particolare, è stato trasferito un bimbo di 8 anni in condizioni che saranno indicate dai medici del Santa Maria della Misericordia al termine di tutti gli accertamenti. Il piccolo palestinese, questo emerge, sarebbe attivato in Italia accompagnato da alcuni familiari.

Pure i parenti del piccolo sono stati accompagnati a Perugia e accolti in strutture individuate dalla Prefettura di Perugia, che con una nota giovedì mattina ha spiegato come «Regione Umbria e azienda ospedaliera di Perugia si occuperanno dell’assistenza medica e delle cure al bambino, mentre la Prefettura si dedicherà, inizialmente, al sostentamento dei familiari, sia fornendo vitto e alloggio, sia attraverso operatori e mediatori specializzati in ambito di accoglienza». Infine, «un primo importante sostegno sarà inoltre fornito anche dalla Fondazione Chianelli», coinvolta dalla stessa Prefettura nella catena di solidarietà.

Ad attendere i 31 bimbi in aeroporto c’era il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ma anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che nella notte sui social ha scritto: «Il piccolo ha bisogno di cure specifiche per le mutilazioni e le ferite profonde ferite riportate nell’inferno della guerra. L’accoglienza – ha proseguito – di questi piccoli innocenti, martoriati dalla guerra e della fame, è un piccolo ma forte messaggio di speranza e solidarietà vero chi soffre e porta, sul corpo e nell’anima, i segni di un conflitto senza senso. Con questo gesto vogliamo ribadire che l’Umbra è e sarà sempre in prima linea nell’accoglienza, nell’aiutare e nel difendere chi soffre e chi ha avuto la sfortuna di nascere in un Paese dove la pace non esiste».

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