di Daniele Bovi
«Da questo territorio mi aspetto una risposta». A parlare è Marco Pierini, nuovo direttore della Galleria nazionale dell’Umbria, che a margine della presentazione del primo volume del nuovo catalogo generale del museo, fa il punto sulle prime settimane di attività e sui programmi futuri. La macchina della nuova Galleria ora, con tutte le caselle del consiglio di amministrazione e del comitato scientifico riempite, può partire, tanto che a breve si terrà il primo cda il quale, nel giro di poco tempo, dovrà dare vita anche allo statuto. Pierini ovviamente fino a ora non ha potuto prendere decisioni operative ma di certo non è stato, nell’attesa, con le mani in mano. Un nuovo direttore che, così come voluto dalla riforma Franceschini, sarà anche al vertice dell’intero Polo museale della regione.
In queste prime settimane di lavoro che idea si è fatto dei musei della regione e dei loro problemi?
«Il problema principale del Polo mi sembra quello di far partire certi musei, alcuni ad esempio perché costituiti da poco, come quello della Rocca di Spoleto che non ha avuto una vera e propria direzione, mentre ora la avrà. Poi c’è la sfida di fare rete tra le realtà del Polo e tra questa e tutta la rete regionale che, fatte le debite proporzioni, credo sia la più ricca d’Italia per densità con 120 diversi musei. È un vantaggio ma anche una notevole sfida. Ancora comunque questa prima fase non è conclusa e neppure gli staff sono definiti».
LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO CATALOGO
Su quante persone potrà contare?
«Secondo la pianta organica più o meno come il Metropolitan di New York, nella realtà non essendo definito il personale direi che abbiamo una carenza di circa il 30 per cento. Nel complesso, secondo la pianta, 84 persone per quanto riguarda la Galleria e 150 per il Polo. Non avendo assegnazioni precise navighiamo un po’ a vista. Tutto comunque, almeno relativamente alle assegnazioni, dovrebbe andare a regime entro novembre».
Di quali figure in particolare avreste bisogno?
«Amministrativi e personale di custodia. Anche se entro novembre verranno fatte le assegnazioni, le mancanze resteranno. Certo, si potrebbe assorbire anche il personale delle province, e il ministro ha annunciato che verrà fatto un apposito interpello a breve».
Quali saranno i temi all’ordine del giorno della prima riunione del consiglio di amministrazione?
«Lo statuto, il regolamento e l’apertura del nostro profilo sul sito dell’Art bonus, che fino a ora non è stato possibile aprire perché non abbiamo un Iban, mentre ora in quanto ente autonomo lo avremo e dalla settimana prossima sarà operativo. Poi da questo territorio mi aspetto una risposta. In più dovremo fare un sito degno di questo nome e vorrei far funzionare meglio e ampliare la Perugia Card museo. In generale ci sono tanti problemi da affrontare, anche con calma perché in qualche mese non si riesce a far tutto».
Per quanto riguarda il nuovo catalogo l’opera da quanti volumi sarà composta?
«Innanzitutto vorrei dire che sono ben felice di trovarmi un catalogo generale in fattura, è una grande sfida e ci metteremo al lavoro presto sugli altri. Stiamo programmando un secondo, che è quasi pronto e che dovrebbe uscire tra un anno, un terzo lo metteremo sicuramente in cantiere e probabilmente anche un quarto».
Da qualche giorno i suoi uffici hanno avviato un’istruttoria sul San Girolamo del Perugino, di proprietà del Sodalizio di San Martino e ospitato nelle sale della Galleria, che l’ente vorrebbe vendere. A che punto è l’istruttoria?
«La stiamo concludendo e le novità sono quelle che ci immaginavamo: ci troviamo di fronte a un atto di deposito che ha più di 130 anni, e ribadisco che l’opera da lì non c’è modo di spostarla. Abbiamo fatto anche altre indagini e approfondimenti ma rispetto a quanto emerso non ci sono grosse novità. Correttamente, comunicheremo tutto ai proprietari».
Twitter @DanieleBovi
