Montegabbione

Il sindaco è tra i più convinti difensori della fusione tra il suo Comune, quello di Montegabbione, con quelli di Fabro, Ficulle, Monteleone d’Orvieto e Parrano. Alcuni suoi concittadini la pensano in maniera opposta.

Il sindaco Andrea Ricci, il primo cittadino, aveva recentemente ricordato che «l’obiettivo condiviso tra tutti i sindaci coinvolti nel progetto è quello di fare un Comune unico per contare di più, per dare alle comunità dei paesi una ragione in più per restare e per dare forza alle economie locali».

Il comitato Il suo paese, però, ha visto anche nascere un comitato che si oppone al progetto: «L’intento del comitato – spiega il presidente, Fabio Roncella – è quello di informare sugli effetti della fusione ed in particolar modo sulle conseguenze negative che andrebbero a gravare sulla popolazione; è convinzione dei fondatori che i cittadini che vivono sul territorio abbiano il diritto di partecipare attivamente e fattivamente ad un processo di studio e approfondimento che possa preparare le basi per una scelta consapevole».

La rete Ma la cosa coinvolgerebbe anche «altri cittadini e comitati spontanei sorti negli altri Comuni», tanto che «si è formato un coordinamento dei comitati dell’alto orvietano ed è stata inviata una lettera alla Regione Umbria per chiedere di soprassedere all’iter di fusione avviato, poiché si rilevano una serie di incongruenze rispetto alle delibere approvate dai Consigli Comunali».

Il referendum Quello che si chiede, tra l’altro, è «il cambiamento del quesito referendario, che doveva essere duplice e invece non lo è – insiste il presidente del comitato – e che così come formulato nel deliberato della Giunta Regionale non dà adito a nessun fraintendimento: la fusione di tutti e cinque i Comuni si farà anche se i cittadini di singoli Comuni dovessero esprimere voto contrario. Nella convinzione che in questo modo verrebbe leso il principio democratico di espressione di voto, il comitato auspica la modifica del quesito in conformità agli impegni precedentemente assunti pubblicamente dall’assessore regionale Paparelli».

L’assessore Pronta la precisazione dell’assessore Fabio Paparelli: «Il quesito referendario redatto dagli uffici regionali – spiega – rappresenta una mera proposta tecnica che può essere modificata o emendata nel corso dell’iter procedimentale». La proposta di quesito, spiega Paparelli, «contiene in sé le due opzioni richieste dai Consigli comunali, prevedendo il via libera alla fusione solo per quei comuni in cui la maggioranza dei cittadini si esprime favorevolmente» L’assessore conferma poi il proprio impegno «a seguire la vicenda e a riformulare il testo, con un doppio quesito, nel corso dell’iter consiliare, così da non lasciare spazio a dubbi e interpretazioni».

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